Omicidio Meredith Kercher, nuova udienza: Raffaele Sollecito parla in aula. Sentenza forse il 10 gennaio

Nel corso dell’udienza è intervenuto anche Raffaele Sollecito, tornato ieri dopo una lunga assenza dall’Italia, con una dichiarazione spontanea.

aggiornamento 12.53. Il 10 gennaio 2014 potrebbe arrivare la sentenza per l'appello bis per l'omicidio di Meredith Kercher. Almeno così sembra di capire dal calendario delle prossime udienza, stilato al termine dell'udienza di oggi dal presidente Alessandro Nencini: le prossime udienze saranno il 25 e 26 novembre, 16 e 17 dicembre, 9 e 10 gennaio.

Giornata importante, quella di oggi, per il nuovo processo per l’omicidio di Meredith Kercher. Come vi abbiamo anticipato più volte nei giorni scorsi, è iniziata oggi davanti alla Corte d'Assise d'Appello di Firenze l’udienza che vedrà tra i testimoni i carabinieri del RIS che hanno eseguito la perizia sul coltello che sarebbe stato usato per uccidere la studentessa inglese.

I risultati sono stati depositati lo scorso 31 ottobre e saranno discussi oggi davanti a uno dei due protagonisti della vicenda, l’imputato Raffaele Sollecito, oggi presente in aula come ampiamente anticipato nelle ultime settimane.

L’udienza si è aperta alle 9.30 di oggi con la testimonianza del maggiore dei RIS di Roma, che ha spiegato come sono stati eseguiti i test:

L'approccio combinato è il più conservativo rispetto a tutti i problemi di questo tipo di analisi. C'è stato un approccio biologico che mette a confronto i numeri con i profili genetici delle persone da comprarare. Questo evidenzia la presenza o assenza del valore numerico. Perché abbiamo ripetuto le analisi? Perché il risultato è più affidabile. Siamo andati a cercare le analogie tra le due ripetizioni.

E, ancora:

Notevole la discordanza del confronto tra il reperto e il Dna di Meredith, ovvero la vittima e Rudy Guede. Andando avanti siamo al confronto con il profilo genetico di Sollecito e qui le discordanze erano molto alte. Questi tre soggetti dimostrano una notevole discordanza rispetto al campione di Dna del coltello. Nel confronto con il profilo genetico di Amanda, qui la concordanza è stata praticamente del 100%.

Nel corso dell’udienza, poi, è intervenuto anche Raffaele Sollecito, tornato ieri dopo una lunga assenza dall’Italia, con una dichiarazione spontanea:

Io e Amanda vivevamo gli albori di una storia spensierata e volevamo essere spensierati in questa piccola favola. Per questo un po' mi dispiace, mi colpevolizzo perché non ho preso questa situazione seriamente. Vorrei farvi capire come è assurdo che una persona a vent'anni, che ha sempre avuto una vita normale senza nessun colpo di testa, non mi è mai piaciuto andare alle feste in maniera ossessiva, non mi è mai piaciuto l'alcol, lo sanno tutti. Ho fumato qualche spinello ma la mia vita non è cambiata. Questo non cambia l'essere vero di una persona. In quel particolare periodo tutto ci poteva passare per la testa fuorché essere così spietati è per questo che vorrei farvi capire come sono assurde queste accuse nei miei confronti. Ero a una settimana dalla discussione della laurea. Ho speso quasi sei mesi in isolamento, poi mi hanno portato in un carcere di massima sicurezza e non auguro a nessuno di poter vivere questa esperienza. Tutta la mia vita di prima non c'è più, è stata cancellata e portata via. Ho questo genere di vita con cui sto battagliando ogni giorno per portare avanti la verità su questa vicenda. Sono stato arrestato in base a una impronta di scarpa nel sangue attribuita a me. Chi mi accusava ha in fretta e furia depositato questo come una corrispondenza perfetta rispetto alla mia impronta. Una tesi sbugiardata da un'altra notizia.

Sollecito ha poi proseguito:

Non riesco a trovare lavoro per questa storia assurda. Ancora oggi dopo sei anni ascolto ancora questo genere di cose che sono fuori dalla realtà. Ho grande rispetto per il ruolo dei giudici ma come esseri umani si può anche sbagliare. Fa male quando leggo nella sentenza di Cassazione che ci sono vari punti presi in considerazione dalla stessa corte a cui si dà importanza ma non ne hanno nessuna. Penso al testimone Aviello, che senso ha avuto ascoltarlo così tanto, è al limite dell'imbarazzo. E poi il Dna sul gancetto del reggiseno. E poi altri elementi per tenere in piedi questo assurdo castello. E poi l'impronta del piede nudo. Ho un difetto nel piede che toglie ogni dubbio sul fatto che l'impronta non è mia. Non conosco Rudy Guede, conoscevo pochissimo Meredith, non ha alcun senso che io abbia avuto interesse a una cosa così atroce verso una ventenne. Questa cosa sta andando avanti da troppi anni, la mia vita è cambiata completamente. Mi è stata offerta la possibilità di andare in vacanza in Repubblica Dominicana tramite una cara amica. Anche lì mi sono dovuto difendere. Se fossi stato uno qualunque nessuno avrebbe mai portato attenzione a questo, ma nella mia posizione ricevo commenti di ogni genere e devo difendermi da quello che faccio. Anche le cose più semplici e banali come stare fuori dai riflettori, qui in Italia sono costantemente sotto i riflettori, cercare lavoro è difficile perché ogni azienda interessata a prendermi dovrebbe pubblicamente dire che sta prendendo Raffaele Sollecito, ancora sotto giudizio, un probabile assassino. Pubblicità di questo genere nessuno le vuole ed è comprensibile.

La dichiarazione spontanea si è conclusa con un appello ai giudici della Corte:

Vi chiedo di guardare la realtà di tutta questa vicenda e considerare il grosso sbaglio fatto e potermi dare la possibilità che per una persona come me, un italiano come voi, ci possa essere la possibilità di avere una vita perché io una vita reale non ce l'ho. Vi chiedo questo e vi ringrazio.

L’udienza prosegue.

(in aggiornamento)

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