Itri: Ulrico Cappia ucciso e dato alle fiamme: arrestato Giuseppe Ruggeri

Ruggeri aveva lavorato per Cappia fino a quando quest’ultimo lo aveva licenziato. I dissapori erano stati inevitabili, tanto da aver spinto lo stesso Cappia a denunciare l’ex dipendente.

Svolta nelle indagini sull’omicidio di Ulrico Cappia, l’enologo di 57enne originario del Friuli ucciso a colpi di pistola lo scorso 4 settembre e dato alle fiamme all’interno della sua automobile, poi ritrovata in località Porcignano, in provincia di Latina.

Oggi i carabinieri del comando provinciale di Latina hanno arrestato il presunto responsabile di quel delitto. Si tratta di Giuseppe Ruggeri, operaio di 55 anni, sospettato fin dal ritrovamento del corpo carbonizzato di Cappia.

Ruggeri, secondo quanto ricostruito, aveva lavorato per Cappia fino a quando quest’ultimo lo aveva licenziato. I dissapori erano stati inevitabili, tanto da aver spinto lo stesso Cappia a denunciare l’ex dipendente.

Il delitto, quindi, sarebbe maturato proprio in seguito a quei dissapori e quella denuncia. Ruggeri, dicono gli inquirenti, avrebbe studiato tutto nei minimi dettagli, ispirandosi ai tanti libri gialli e di criminologia che era solito leggere e facendo credere alle forze dell’ordine che il delitto era stato compiuto da più persone e riuscendo a farla franca per mesi.

Il presunto killer era già noto alle forze dell’ordine: era già stato in carcere per tredici anni, tre dei quali per associazione mafiosa per via della sua vicinanza col clan camorristico dei Casalesi.

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