USA, 12enne uccide il padre neonazista: condannato a 10 anni di carcere

Il giovanissimo fu giudicato responsabile per il reato commesso: si trattò di un omicidio volontario, Joseph Hall decise di uccidere il padre che si stava separando dalla madre.

E’ arrivata in queste ore la sentenza, destinata sicuramente a far discutere, per il giovanissimo Joseph Hall, bambino di 12 anni processato e condannato per aver ucciso il padre, Jeff Hall, con un colpo di pistola alla testa nell’aprile 2011, quando aveva appena 10 anni.

Alla vicenda era stato dato ampio risalto non soltanto per l’omicidio in sé - non è certo la prima volta, negli Stati Uniti e non solo, che bambini utilizzano armi provocando tragedie - ma perchè il giovanissimo fu giudicato responsabile per il reato commesso. Si trattò di un omicidio volontario, Joseph Hall decise di uccidere il padre che si stava separando dalla madre.

A confermarlo ci ha pensato lo stesso imputato, che ha confessato di aver sparato al padre con l’intenzione di ucciderlo: i suoi genitori si stavano separando e lui non voleva esser costretto a scegliere con chi andare a vivere. Così ha preso l’arma che il padre teneva in casa e ha fatto fuoco contro il genitore, membro del Movimento Socialista Nazionale, la ben nota organizzazione neonazista che l’aveva portato a crescere il figlio in un contesto di liti, pestaggi e violenze varie.

Nel gennaio scorso il giovanissimo fu riconosciuto colpevole. Il motivo era semplice: il piccolo Joseph ha passato i primi anni della sua vita subendo l’influenza di quel genitore poco raccomandabile e già da piccolissimo si dimostrò incline alla violenza. In più occasione picchiò la sorella minorenne e la sua matrigna, accoltellò alcuni compagni di scuola con delle matite e cercò di strangolare un insegnante col cavo del telefono.

Già dei giorni precedenti al delitto, scriveva il New York Times, il bimbo aveva rivelato alla sorellina l’intenzione di uccidere il padre. Effettivamente così è stato: mentre il genitore stava dormendo sul divano, il bimbo ha preso una pistola trovata in casa, l’ha poggiata alla testa del padre e ha premuto il grilletto.

Subito dopo la sparatoria è corso a nascondere la pistola sotto al suo letto e finto di non sapere nulla per diverso tempo. Mentre le autorità analizzavano le scena del crimine e cercavano di dare una spiegazione al delitto, il bimbo riuscì a non lasciar trasparire alcuna emozione, almeno fino al ritrovamento dell’arma, che confermò la verità.

Ieri, a quasi dieci mesi dalla sentenza di condanna, è stata decisa l’entità della pena: il giovanissimo dovrà scontare dieci anni di carcere in una struttura per minorenni. Potrà avanzare richiesta per la libertà vigilata tra sette anni, ma se dovesse essere giudicato ancora pericoloso dovrà continuare a restare detenuto fino al compimento dei 23 anni.

Foto | PE

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