37 annullamenti del 41bis negli ultimi 6 mesi, le mafie hanno vinto?

In un articolo pubblicato su La Repubblica - Palermo Salvo Palazzolo fa il punto sulla situazione venutasi a creare negli ultimi 6 mesi: ben 37 mafiosi sono usciti dal regime previsto dal 41 bis, il cosiddetto carcere duro per i mafiosi.

Il 41 bis è l'articolo della legge sull'ordinamento penitenziario che prevede il rafforzamento delle misure di sicurezza nei confronti dei detenuti per reati di criminalità organizzata, terrorismo o eversione. Forme di isolamento, restrizioni sui colloqui e l'"ora d'aria" e divieto di corrispondenza. Un regime carcerario più duro per evitare contatti con le organizzazioni criminali di appartenenza, insomma.

È vuota la cella al 41 bis di Giuseppe La Mattina, uno dei mafiosi che uccise il giudice Paolo Borsellino. Sono rimaste libere anche le celle di Giuseppe Barranca e Gioacchino Calabrò, che si occuparono degli eccidi del 1993, fra Roma, Milano e Firenze. Nei raggi del carcere duro non ci sono più quattro capi storici della ´ndrangheta calabrese: Carmine De Stefano, Francesco Perna, Gianfranco Ruà e Santo Araniti, il mandante dell´omicidio Ligato. E neanche il boss della camorra Salvatore Luigi Graziano.

A cui vanno aggiunti Antonino Madonia, che asassinò Carlo Alberto Dalla Chiesa ed il Commissario Ninni Cassarà. Così come Raffaele Galatolo, ergastolano e boss della famiglia Acquasanta, Arcangelo Piromalli e Costantino Sarno.

In soli 6 mesi 37 mafiosi tornano ad essere detenuti comuni, con la possibilità di riprendere contatti probabilmente lasciati in sospeso. E' normale quindi che Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, si esprima duramente:

Siamo allo scandalo allo stato puro: sono anni che lanciamo allarmi contro l'abolizione del '41 bis', non è importato niente a nessuno delle stragi del 1993 in questo maledetto Paese le hanno volute tutti quanti. Il passaggio da '41 bis' a carcere normale di Gioachino Calabrò non lo capiremo mai.

Gioacchino Calabrò fu il mandante della strage di via dei Georgofili, attuata proprio contro l'applicazione del 41 bis. Risulta quindi evidente la gravità dell'ammorbidimento dello Stato davanti alla mafia, le giustificazioni di "garanzie costituzionali" o l'ingenua motivazione "Non è dimostrata la persistente capacità del detenuto di mantenere tuttora contatti con l´associazione criminale di appartenenza" non convincono.

In ultimo: ricordate il famoso striscione del dicembre 2002 che recitava:"Uniti contro il 41 bis. Berlusconi dimentica la Sicilia"? Qualche maligno potrebbe pensare che la politica si è finalmente ricordata della Sicilia, o forse solo di una parte di essa.

Via | RaiNews24

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