Quarto Grado ultima puntata 25 ottobre 2013

Concetta Serrano, mamma di Sarah Scazzi, ospite nel nuovo appuntamento di Quarto Grado su Rete4 con Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero

Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero danno appuntamento a venerdì prossimo, 1 novembre, ricordando ora l'appuntamento con Matrix, su canale 5, dove si parlerà di bambini rapiti.

L'assassino di Yara ha gli occhi castani


Giorgio Sturlese Tosi ci aggiorna sulle novità che riguardano il caso dell'omicidio di Yara. In particolare, ci si concentra ora su 700 donne bergamasche che hanno frequentato in determinati anni le terme di Salice Terme - provincia di Pavia - luogo frequentato anche da Giuseppe Guerinoni. Una di quelle donne potrebbe essere stata l'amante dell'uomo e quindi potrebbe essere la madre di 'ignoto 1', l'assassino di Yara. Alle 700 donne gli investigatori sono risaliti incrociando alcuni elenchi forniti dall'Inps, che aveva pagato le cure termali, e i registri di alcuni alberghi di Salice dove le bergamasche avrebbero soggiornato, in particolare negli anni '70.

L'altra novità resa pubblica da Quarto Grado riguarda il colore degli occhi dell'assassino di Yara: dopo aver isolato il Dna di “Ignoto 1” dalla traccia lasciata sui leggins della tredicenne, i Ris di Parma hanno inviato negli Stati Uniti il profilo genetico di chi presumibilmente la uccise, per far effettuare ulteriori esami. Ora gli inquirenti hanno un particolare in più per delineare l’identikit dell’assassino. Era già noto che fosse maschio e di origine caucasica, ma grazie alle analisi effettuate nei sofisticati laboratori americani è stato stabilito con certezza il colore degli occhi che sarebbero castani. Un ulteriori piccolo dettaglio del puzzle.

Il caso di Maria, trovata nel campo rom in Grecia


Alessandra Anzolin, inviata di Quarto Grado, si trova in collegamento da Castel Romano - in provincia di Roma - da uno dei campi rom più grandi di Italia, per rendere conto della diffidenza che è aumentata nei confronti degli zingari da quando è esploso il caso della piccola Maria, ritrovata in Grecia. I rom respingono tutte le accuse e precisano che ogni famiglia rom ha così tanti bambini da mantenere che è impensabile rapirne altri.

Il caso di Angela Celentano


Josè Manuel Vazquez Valle - l'uomo che vedete in foto - ha ammesso di essere colui che per due anni ha inviato messaggi alla famiglia Celentano fingendosi Celeste, la ragazza che diceva di essere Angela. Si tratta del figlio di Hilda Valle Fierro e figliastro di Cristino Ruiz, il magistrato messicano che è già stato sentito più volte su questa vicenda. Ancora non è chiaro però perché questo trentenne, laureato in psicologia, abbia compiuto un tale gesto.

Che legame c'è tra lui e l'Italia? E perché ha scelto proprio la famiglia Celentano? E chi è la ragazza delle foto indicata come Celeste? Gli interrogatori portati avanti in Messico devono ancora essere trasmessi in Italia e non è quindi possibile avanzare ipotesi. Josè Manuel è un mitomane?

Certo la madre di Angela Celentano quando ha visto le foto di Celeste ha riconosciuto in quel volto quello di sua figlia. Le indagini fatte su quelle immagini hanno parlato di una alta compatibilità, ma non c'è alcuna certezza.

Chi ha ucciso Katia Tondi?


Ancora non ci sono novità nelle indagini sull'omicidio di Katia Tondi, la giovane sposa e mamma trovata uccisa tre mesi fa nel corridoio di casa a San Tammaro. L'esame del dna sul piccolo, nato pochi mesi fa, ha confermato che è il figlio del marito, Emilio Lavoretano. Quest'ultimo, sul quale ci sono stati dei sospetti, continua a dichiararsi innocente e si dice addolorato per quanto accaduto.

Qualcuno avrebbe potuto introdursi in casa della donna, che probabilmente era chiusa a chiave dall'interno? In studio, con una porta simile, si dimostra che è possibile. Un ladro o un malintenzionato potrebbe essersi introdotto in casa?

Il datore di lavoro di Emilio non crede assolutamente che l'uomo possa essere il colpevole dell'omicidio di sua moglie. Descrive il ragazzo come innamorato di Katia e del loro bambino, forse un po' farfallone con le donne, ma di certo non un omicida.

Ma davvero i rapporti tra i coniugi erano idilliaci? Secondo una vicina di casa della coppia no: la signora Rossi dichiara infatti di aver sentito spesso negli ultimi tempi i due urlare e discutere. Si dice che in particolare i dissidi fossero legati ai problemi tra Katia e la suocera. La vicina conferma di essere stata chiamata da Emilio subito dopo il rinvenimento del cadavere e di essere stata la prima a rendersi conto che la ragazza era morta. I sospetti su Emilio quindi aumentano.

La scomparsa di Roberta Ragusa, i nuovi dettagli


Quale è il ruolo di Sara, l'amante di Antonio Logli, nella scomparsa di Roberta Ragusa? La ragazza, benché abbia ammesso subito con gli inquirenti di avere una relazione con l'uomo fin dal 2004, ha sempre negato di essere al corrente di cosa è accaduto a Roberta e ha sempre dimostrato di avere fiducia nel suo amante, col quale ormai convive. Da persona informata sui fatti (per cui è stata sentita dal PM ben 11 volte), Sara è ora diventata persona indagata per omicidio e occultamento di cadavere, e verrà presto ascoltata in questa nuova veste.

La settimana prossima sarà sentito nuovamente Filippo Campisi, il vigile del fuoco che recentemente ha dichiarato di aver visto una donna, intorno al periodo della scomparsa della Ragusa, uscire da casa Logli e salire su un SUV in piena notte. Poteva davvero essere Roberta?

Le intercettazioni telefoniche e i tabulati delle telefonate tra Antonio e Sara potrebbero dare una svolta alle indagini sulla scomparsa della donna? È quello che sperano gli inquirenti.

Il mistero dell'omicidio di Lidia Macchi


Si torna a parlare dell'omicidio di Lidia Macchi, uccisa 26 anni fa all'età di 21 anni in provincia di Varese. Studia a Milano Giurisprudenza, è impegnata con gli scout, ha una vita piena. È il 5 gennaio 1987 quando viene uccisa. La ragazza va a trovare in ospedale un'amica ricoverata e quando sta tornando a casa sparisce nel nulla. Viene ritrovata due giorni dopo, il 7 gennaio, morta in un boschetto. La ragazza è stata violentata, uccisa e poi abbandonata in quel posto coperta da un cartone. In un primo momento si sospetta di qualcuno della cerchia delle sue amicizie. Viene indagato un prete che frequentava gli scout, e altre tre persone vicine alla ragazza, ma gli esami del dna non conducono a nulla.

I campioni per le analisi allora vennero inviati a Londra, e non sono più disponibili. Andrebbero quindi trovate nuove tracce di dna, e se i reperti sono stati conservati bene - spiega una dottoressa della polizia - a distanza di 26 anni sarebbe comunque possibile trovarne.

E qui entrano in scena Cinzia e Tina Piccolomo figlie del “killer delle mani mozzate”, Giuseppe Piccolomo, che hanno ricordato di come allora loro vivessero vicinissime al luogo in cui fu uccisa Lidia e il padre - forse per spaventarle - raccontava di averla uccisa a coltellate.

Le figlie di Piccolomo sono convinte che il padre stia mentendo, come ha sempre fatto. L'uomo potrebbe essere un serial killer? A questo punto l'esame del dna potrebbe eliminare qualsiasi dubbio.

Il giallo della scomparsa di Irene Cristinzio


Irene Cristinzio - una ex insegnante di lettere di 64 anni - è scomparsa da Oresei, in Sardegna, l'11 luglio di quest'anno. Di lei si sono perse le tracce dopo che è uscita per andare a fare una passeggiata nelle campagne circostanti, come faceva abitualmente.

Dalla stessa giornata della scomparsa hanno avuto inizio le ricerche, che non hanno portato a nulla. Si ipotizza che la donna sia stata rapita, per uno scambio di persona, forse perché confusa con la moglie di un imprenditore della zona. Ma è davvero così? La famiglia non crede a un allontanamento volontario.

La famiglia chiede a chiunque sappia qualcosa di rivolgersi agli inquirenti, alle forze dell'ordine o a Quarto Grado.

L'intervista di Ilaria Cavo a Michele Misseri


La giornalista Ilaria Cavo ha intervistato Michele Misseri, per raccogliere il suo sfogo: l'uomo si dichiara ancora una volta l'unico colpevole, ribadisce l'innocenza della figlia e ammette di essere pronto a far visita a Concetta, se lei glielo chiedesse. Quanto al fatto di farsi riprendere di spalle, l'uomo dice di non voler più apparire in tv:

«Incontrerei Concetta, ma senza telecamere, privatamente. La vedo passare qualche volta vicino casa e mi dispiace. Faccio finta di non guardarla, perché ci rimango male. Non è giusto quello che è stato fatto. Quello che ho fatto. Le ridirei che sono colpevole, che non copro nessuno. Non voglio più essere ripreso dalla televisione, mi hanno sempre bastonato perché vado in tv, dicendomi che sono un pupazzo, un burattino. Per far emergere la verità, ho subìto tutte queste cose che fanno male. Per prima cosa chiederei perdono a Concetta. Mi scuserei per quello che è successo: non l’ho fatto apposta. Questa è la verità. Se lei mi guardasse negli occhi, si convincerebbe che sto dicendo veramente la verità. Non volevo uccidere Sarah. Non so nemmeno perché l’ho fatto. Non mi hanno mai creduto, perché non mi ricordo come ho fatto con la corda. Piango sempre quando ci penso. Dovevo stare benone adesso e, invece, ho distrutto la mia famiglia e quella degli altri. Ero un uomo conosciuto da tutti e ora sono tra i più miserabili che esistano. Anche che se Concetta mi perdonasse, quel che ho fatto mi rimarrà sempre sulla coscienza.Non sono un furbacchione. Non è detto che Concetta mi debba credere per forza, ma io dico la mia verità. Cosa deve perdonare Concetta a Sabrina, se mia figlia non ha commesso niente? Ha fatto tre anni da innocente. Se Concetta me lo chiede, io ci vado a casa sua, ma non spontaneamente perché mi vergogno».

La risposta di Concetta non si fa attendere:

Se Michele venisse a casa mia da solo, non gli aprirei la porta. - conclude la donna - Ho ascoltato la sua intervista e dice: “Io dico la mia verità”. E, infatti, sta dicendo la ‘sua’ verità.

Quanto a Sabrina dice:

Perdonerei Sabrina, solo se si mettesse nella condizione di essere perdonata: se si pentisse. Non basta piangere o disperarsi. È una condizione di cuore e di mente.

Concetta Serrano, mamma di Sarah Scazzi, ospite a Quarto Grado


Concetta smentisce di aver mai detto di voler incontrare Michele Misseri: è lui ad aver espresso il desiderio di incontrarla, per raccontarle - a suo dire - la verità. La mamma di Sarah crede invece che l'uomo debba raccontare la verità agli inquirenti, farlo nel processo, e chiudere una volta per tutte questa triste vicenda.

Si parla ancora di Ivano Russo e delle sue bugie: il ragazzo è indagato per falsa testimonianza. In un primo momento ha nascosto il vero rapporto che lo legava a Sabrina, ma questo può avere un significato per le indagini? Intervistato oggi dall'inviata di Quarto Grado il ragazzo fa sapere di essere deluso e arrabbiato per come sono andate le cose e lamenta i pregiudizi nei suoi confronti, che ci sono stati fin dal principio.

Concetta è convinta che ad Avetrana qualcuno sa ma non parla per paura. Chiede ancora una volta alla sorella e alla nipote di parlare, di dire la verità, quella che fino a questo momento non è stata detta. Remo Croci, in diretta dal paese pugliese, ricorda le testimonianze che inchiodano Cosima. Si attendono comunque le motivazioni della sentenza di primo grado, per poi arrivare al processo d'appello che si terrà tra qualche mese.

Concetta Serrano è in diretta con Gianluigi Nuzzi per parlare ancora una volta dell'omicidio di sua figlia Sarah Scazzi. Il conduttore introduce il servizio sul testimone che avrebbe visto - il giorno del delitto - la vittima e la cugina Sabrina Misseri fuori casa, la mattina, cosa che l'imputata ha sempre negato. Si parla anche di Buccolieri, il testimone che ha ritrattato la sua dichiarazione precedente, nella quale spiegava di aver visto Cosima inseguire Sarah e farla entrare in auto con la forza.

Quarto Grado anticipazioni puntata 25 ottobre 2013, gli argomenti di oggi


Concetta Serrano, madre di Sarah Scazzi, torna a parlare. La testimonianza della donna, ospite di Gianluigi Nuzzi, è al centro del nuovo appuntamento con Quarto Grado, in onda questa sera, 25 ottobre, su Rete 4 a partire dalle 21.10.

Il programma a cura di Siria Magri, affronta anche il giallo di Lidia Macchi. Alla luce delle dichiarazioni rese nella scorsa puntata da Cinzia e Tina Piccolomo, figlie del “killer delle mani mozzate”, è possibile che anche l’omicidio della giovane studentessa e scout uccisa nel 1987 nel varesotto, sia riconducibile a Giuseppe Piccolomo?

Tra gli altri temi della serata, Nuzzi e Alessandra Viero aggiornano i telespettatori sul delitto di Katia Tondi e tornano a occuparsi di bambini scomparsi, partendo dal caso di Angela Celentano. Su Crimeblog il consueto liveblogging della puntata.

Quarto Grado puntata del 25 ottobre 2013

Quarto Grado puntata del 25 ottobre 2013
Quarto Grado puntata del 25 ottobre 2013
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