Global Voices: Wael Abbas e i video delle torture ai blogger

Scrive Diego Bianchi, a.k.a. Zoro sul suo blog da cui ha seguito a Budapest Global Voices, mega summit mondiale di blogger non-tanto-con-il-sederino-al-caldo come il sottoscritto e buona parte della penisola 2.0 conclusosi sabato


ore 11.45 Parte il secondo panel, Citizen Media and Online Free Speecht. I titoli dei panel cambiano di poco e non se ne intuisce la differenza sostanziale, ma va bene così. Si riparte dall'Egitto con Wael Abbas. E si riparte da video di torture fatte dalla polizia, pubblicati su YouTube, rimossi

Wael Abbas - qui il suo canale youtube - è solo uno dei tanti che hanno pagato con qualche nerbata la libertà di parola e di espressione. C'è anche chi è finito in galera, in Siria - si chiama Tariq Baiasi - per un commento, lesivo del "national feeling" come spiega sempre Zoro nel suo post. Qui saremmo tutti ergastolani, se roba del genere fosse reato.

Qui sopra uno dei video in cui Wael Abbas mostra le torture subite dalla polizia egiziana, mentre su Foreign Policy un riassunto della vicenda dei video di torture pubblicati da Wael Abbas su youtube e rimossi dai fedeli scherani di Chad Hurley.

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