Storie Maledette, terza puntata del 28 settembre: la storia di Raffaele Cesarano

Franca Leosini ci racconta la storia di Raffaele Cesarano, condannato a 18 anni per l'omicidio della moglie Elisa.

Sabato 28 settembre è andata in onda, su Rai3, la terza puntata di Storie Maledette. Franca Leosini ci ha raccontato la storia di Raffele Cesarano, una guardia giurata che nel maggio del 2008 ha ucciso con la pistola d'ordinanza l'ex moglie, Elisa Rattazzi.

La Leosini incontra Raffaele Cesarano in carcere, dove è rinchiuso da quando ha sparato alcuni colpi contro Elisa e contro Giuseppe, ex amico dell'uomo e testimone delle sue nozze, che aveva avuto una relazione con la ragazza. Lui viene ferito da due colpi e se la caverà, mentre Elisa - madre dei suoi due figli - resta a terra in una pozza di sangue.

Finisce così un amore malato, nato dieci anni prima quando Raffaele ed Elisa si conoscono in un locale notturno di Torino. Una notte di passione che per lei diventerà poi una vera e propria ossessione, mentre per lui si è trattato solo di una storia da una notte e via. Ma Elisa non molla: lo segue, lo cerca, fino a quando Raffaele capitola e i due iniziano una relazione, che però sarà da subito travagliata.

Elisa tenta per ben due volte il suicidio per 'amore' di Raffaele che, un po' alla volta, finisce per innamorarsi di quella ragazza fragile e complicata. Lei rimane incinta, e nel 2000 i due si sposano. Ma il loro rapporto continua a a trascinarsi tra alti e bassi, nonostante due figli e la grande passione che continua a legarli. Le liti, le botte, le separazioni e i ritorni non si contano più. Fino a quando Raffaele scopre il tradimento di Elisa con il suo migliore amico e testimone delle loro nozze, Giuseppe.

La coppia a questo punto si separa, ma è ancora Elisa a cercare Raffaele e a chiedere di ricominciare. I due ci riprovano alla fine, ma dura poco. E quando Giovanna, la compagna di Giuseppe, chiede un incontro a quattro per chiarire questioni rimaste in sospeso, la situazione precipita.

Quello che infatti doveva essere un incontro chiarificatore, si trasforma in uno scambio di accuse e in una discussione che degenera: Raffaele tira fuori la sua pistola d'ordinanza e spara, uccidendo Elisa e ferendo Giuseppe. Poi l'uomo si costituisce ai carabinieri, dicendo di non essersi reso conto subito di quanto commesso. Processato per l'omicidio di sua moglie, Cesarano viene condannato a 18 anni di reclusione.

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