Roma, Antonello Scaglioni ucciso nel 1990: arrestati i due killer

Ad incastrare i due uomini, dopo 23 anni, ci ha pensato il DNA. Le tracce di sangue rinvenute sull'automobile utilizzata dai killer e poi abbandonata durante la fuga hanno provato la presenza di Salinitro sul luogo del delitto.


Antonello Scaglioni, 31enne gestore di un bar sulla via Salaria, fu ucciso a Roma nell'ottobre 1990. Un commando di tre persone lo avvicinò ed esplose contro di lui 8 colpi di pistola che non gli lasciarono scampo.

Oggi, a 23 anni di distanza, gli inquirenti sono riusciti a scrivere la parola fine su quello che per troppo tempo è rimasto un cold case senza apparente soluzione. Oggi, su richiesta del pm della DDA di Roma Rodolfo Maria Sabelli, i due presunti responsabili sono stati assicurati alla giustizia.

Antonio Rinzivillo e Marco Salinitro, rispettivamente di 56 e 49 anni, sono stati arrestati con l'accusa di essere gli autori dell'omicidio di Scaglioni, ucciso per uno sgarro legato allo spaccio della droga.

Rinzivillo e Salinitro, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sono affiliati a un clan mafioso di Gela per conto del quale Scaglioni si occupava di trasportare la droga. L'uomo era accusato di aver sottratto un carico di eroina che gli era stato affidato. Da lì la decisione di punirlo, di farlo fuori.

Ad incastrare i due uomini, dopo 23 anni, ci ha pensato il DNA. Le tracce di sangue rinvenute sull'automobile utilizzata dai killer e poi abbandonata durante la fuga hanno provato la presenza di Salinitro sul luogo del delitto. Le indagini hanno fatto il resto.

Rinzivillo e Salinitro sono stati condotti in carcere, mentre altri due uomini sono indagati in stato di libertà in attesa che le indagini facciano il loro corso.

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