Storie Maledette, seconda puntata del 21 settembre 2013: la storia di Luciana Cristallo, seconda parte

Franca Leosini ci racconta la seconda parte della storia di Luciana Cristallo, che viene assolta dall'accusa di aver ucciso volontariamente il marito.

Sabato 21 settembre, in seconda serata su Rai3, Franca Leosini ha continuato - a Storie Maledette - a raccontarci la storia di Luciana Cristallo, processata per aver ucciso l'ex marito, Domenico Bruno, con dodici coltellate. Nella scorsa puntata avevamo lasciato la signora Cristallo in balia della violenza dell'ex marito, durante una cena a casa della donna nella quale i due avrebbero dovuto affrontare questioni molto importanti riguardanti i due figli.

Era il 27 gennaio 2004, e dopo anni di violenze e soprusi la signora Luciana reagisce a quell'uomo che stringe le mani intorno al suo collo. Afferra un coltellino a serramanico che era sul tavolo e colpisce l'ex marito, prima con una coltellata, e poi con altre undici, tra cui una mortale dritta al cuore.

Dopo l'omicidio la Cristallo, in stato di shock, chiama il suo compagno, Fabrizio Rubini, spiegandogli a grandi linee l'accaduto e chiedendo aiuto. L'uomo arriva a casa della compagna, ma non decide subito di aiutarla. Torna dopo un'ora e, insieme alla signora Luciana, decide di sbarazzarsi del corpo di Bruno, gettandolo - avvolto in un tappeto - nelle acque del Tevere.

Il cadavere di Domenico Bruno viene ritrovato un mese dopo, su una spiaggia di Ostia. Ha ancora indosso i pantaloni, i resti della camicia e una scarpa. Ed è proprio la scarpa ortopedica, fatta su misura per lui, che porta all'identificazione del corpo. Intanto, va precisato che un mese prima a fare la denuncia di scomparsa dell'uomo ci ha pensato il figlio maggiore della coppia, allarmato per l'assenza prolungata e ingiustificata del padre.

Luciana Cristallo non ha raccontato a nessuno dei 4 figli cosa è accaduto al padre. E mentre le indagini sulla morte di Domenico Bruno, ormai identificato, procedono, lei e Fabrizio Rubini, con i figli di lei, vanno a convivere e sono finalmente felici. Una felicità che però dura poco, visto che le indagini per l'uccisione di Bruno si indirizzano subito contro l'ex moglie, considerato il loro burrascoso passato fatto di violenze e denunce.

Pochi mesi dopo la Cristallo e Rubini vengono arrestati con l'accusa di aver ucciso Domenico Bruno in concorso. La prima a confessare è proprio la donna, che spiega come si sono svolti i fatti insistendo sul fatto che il compagno non era presente al delitto, ma è intervenuto successivamente per aiutarla nell'occultamento del corpo. Il processo che segue è lungo e tormentato. Se per il pm la donna ha organizzato il delitto dell'ex marito nei dettagli insieme al suo nuovo compagno, la difesa della Cristallo punta a dimostrare che la donna ha agito per legittima difesa.

Il 12 ottobre 2012 arriva una sentenza forte e unica nel suo genere: Luciana Cristallo viene assolta per aver agito in stato di legittima difesa. La donna, intervistata dalla Leosini, spiega che quel giorno del 2004 insieme al suo ex marito è morta anche una parte di lei. Il PM e la parte civile hanno proposto appello avverso la sentenza di assoluzione.

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