Perugia, omicidio Luca Rosi: domani l'interrogatorio di Iulian Ghiorghita e Aurel Rosu

Iulian Ghirghita e Aurel Rosu

Si terrà domani mattina l'interrogatorio di garanzia di Iulian Ghiorghita e Aurel Rosu, di 31 e 20 anni, i due cittadini romeni arrestati con l'accusa di essere gli autori dell'omicidio di Luca Rosi, ucciso il 2 marzo nel corso di una rapina in villa a Ramazzano (PG) e di uno stupro ai danni di una 50enne originaria del sud America, avvenuto il 4 febbraio scorso in una villetta di Resina, frazione di Perugia.

I due, stando a quanto si apprende, avrebbero intenzione di avvalersi della facoltà di non rispondere. Le prove nei loro confronti sono schiaccianti: Ghiorghita, per quanto riguarda lo stupro, è stato incastrato dal DNA, compatibile al 100% con quello estratto dal liquido seminale dello stupratore, mentre in relazione all'omicidio di Luca Rosi c'è stata una parziale ammissione di responsabilità - ha detto di aver agito per legittima difesa - che non ha alcun valore in quanto è stata fatti ai Carabinieri al momento dell'arresto e non durante un interrogatorio.

Rosu, invece, stato è collocato sulla scena dello stupro grazie ad un mozzicone di sigaretta rinvenuto in casa di Sergio Papa. Sarebbe stato lui, secondo la ricostruzione degli inquirenti, e bloccare le persone presenti nell'abitazione mentre Ghiorghita violentava la donna.

Per entrambi, poi, sempre in relazione alla rapina di Resina, c'è la testimonianza del basista arrestato la settimana scorsa: l'uomo ha ammesso di aver accompagnato i due alla villa, di aver aspettato che Papa, il proprietario, uscisse dal ristorante e di averli recuperati dopo il colpo.

Poi, come riporta Umbria24, ci sono una serie di importati elementi che inchiodano i due romeni per l'omicidio di Rosi:

La fidanzata di Iulian Ghiorghita, Bianca, che ritrova lui, Aurel e un altro ragazzo ( il ricercato) che dormono vestiti nel divano letto di casa sua la mattina dopo l’omicidio. Li trova lì senza essere avvertita prima e riconosce le loro facce nelle foto che le mostrano i carabinieri. Lei che conferma come i jeans di Iulian siano uguali a quelli che indossava il rapinatore a casa Rosi. Come la suoneria che aveva lo stesso rapinatore sia quella del suo uomo. Poi c’è quella confessione al parco in cui Iulian e Aurel parlano dell’omicidio e il secondo rimprovera il primo per averlo «ammazzato per niente». E quel telefono del terzo ricercato che da Vercelli si sposta pian piano lungo la penisola e alle 19.05 aggancia la cella del Red Zone, vicino casa Rosi.

In attesa dell'interrogatorio di garanzia, gli inquirenti continuano le ricerche del quarto uomo, il basista della rapina a Ramazzano. Si cercano, inoltre, collegamenti coi due rapinatori ed altri eventuali colpi messi a segno nella zona nel corso degli ultimi mesi.

Foto | Umbria24

  • shares
  • Mail
4 commenti Aggiorna
Ordina: