Sono di Placido Rizzotto i resti trovati a Corleone


Sono di Placido Rizzotto, il sindacalista sequestrato e ucciso dalla mafia nel 1948, i resti scheletrici ritrovati a settembre del 2009 nelle campagne di Corleone (Palermo), nelle foibe di Rocca Busambra. Gli esami di laboratorio sono stati effettuati dal Gabinetto della Polizia Scientifica di Palermo che ha comparato il Dna di un parente di Placido Rizzotto, morto anni fa di cause naturali, con i resti trovati nel 2009.

È stato così possibile stabilire, a 64 anni dall'omicidio, che quello scheletro è proprio dell’esponente socialista, già partigiano della Brigata Garibaldi. Placido Rizzotto venne rapito dalla mafia quando aveva 34 anni. Dal 1945 l’esponente di spicco del partito socialista era fortemente impegnato a favore del movimento contadino per l'occupazione delle terre.

Testimone dell’omicidio Rizzotto, secondo le indagini, un ragazzino di 13 anni, un giovanissimo pastore che vide in volto gli assassini del sindacalista: questo firmò la sua condanna a morte eseguita con un’iniezione letale. Per il delitto Rizzotto vennero arrestati Vincenzo Collura, Pasquale Criscione e Luciano Liggio, poi assolti per insufficienza di prove.

Quando tre anni fa venne trovato lo scheletro a Roccca Busambra il sindaco di Corleone Antonino Iannazzo commentava: “Si chiude un mistero italiano che abbiamo chiesto di risolvere allo Stato. Già ci avevano provato i carabinieri con altri resti trovati nelle foibe, ma non avevano estratto il Dna. Questo risultato, mi hanno spiegato gli investigatori, dà una certezza al 76 per cento. La famiglia, dopo tanti anni, avrà finalmente una tomba su cui piangere”.

Foto | ©TMNews

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