La Moldavia approva la castrazione chimica obbligatoria per i pedofili

parlamentul republicii moldova

Dopo la Polonia, anche la Moldavia ha approvato una legge che rende obbligatoria la castrazione chimica per i pedofili. La mossa non è certo passata inosservata ed ha fatto nascere una serie di polemiche, cerchiamo di vederci chiaro.

La castrazione chimica, ne abbiamo parlato più volte, è una misura temporanea molto discussa che consiste nella somministrazione periodica di una serie di farmaci - il più comune è il medrossiprogesterone - che inibiscono gli ormoni che stimolano i testicoli alla produzione di testosterone. La sua efficacia, secondo gli esperti, non è mai stata provata al 100% e i detrattori di tale pratica sostengono che la libido non sia la sola componente che spinge pedofili e stupratori.

Il parlamento moldavo, nonostante le critiche, ha deciso di abbracciare tale pratica nel tentativo di scoraggiare i tantissimi turisti sessuali, soprattutto americani, che sempre più spesso si recano in Moldavia proprio per fare sesso con minorenni. La situazione era già stata denunciata in passato, ma non si erano notati miglioramenti.

Da qui la decisione di ricorrere ad una misura più drastica. Le legge entrerà in vigore il prossimo 1° luglio e da quel momento per tutti i pedofili, stranieri o moldavi che siano, sorpresi in atti sessuali con minorenni scatterà la castrazione chimica obbligatoria.

Per gli stupratori, invece, la decisione se ricorrere o meno tale pratica spetterà ai giudici, che dovranno valutare singolarmente ogni caso.

Quello che sta facendo maggiormente discutere, in particolare il Consiglio d'Europa, non è la pratica in sé, ma il fatto che sia stata resa obbligatoria. I pedofili, insomma, non potranno decidere se accettare o meno di sottoporsi al trattamenti: saranno obbligati per Legge a farlo, anche senza il loro consenso.

Voi che ne pensate? Siete d'accordo col Consiglio d'Europa o ritenete che i pedofili non dovrebbero poter avere la libertà di scelta sulla questione?

Via | The Huffington Post

  • shares
  • Mail
5 commenti Aggiorna
Ordina: