La Sanità uccide più dell'AIDS?

malasanità Uno studio presentato qualche tempo fa ad un convegno medico svoltosi all’Istituto Tumori di Milano, riporta dei dati sconcertanti: 30-35.000 morti all’anno in Italia per malasanità. Una media di 90 casi al giorno. Una cifra a dir poco preoccupante se si pensa che al novembre del 2007 i casi di decesso per AIDS dall’inizio dell’epidemia sono “solo” 35.300 con una media di circa 2.100 decessi annui.

Ma mentre per i virus la ricerca riesce a compiere qualche passo in avanti, non vi è alcuna speranza che decresca il flagello della malasanità. Del resto il problema appare del tutto ignorato ufficialmente ed un osservatorio sul fenomeno non è stato ancora inserito nei programmi del Ministero che ritiene invece prioritari solo la prevenzione e la ricerca che, nonostante l’indiscussa valenza, appaiono più sentite dalle holding farmaceutiche che dalla popolazione. Del resto non sarebbe poi così impossibile arginare il fenomeno. Sarebbe sufficiente già tenere sotto controllo alcuni indicatori di un cattivo funzionamento delle strutture, come suggerisce il deputato Arturo Iannaccone:

"Il sistema del pagamento a prestazione, che fa riferimento ad un dato esclusivamente economicistico, va rivisto perché non tutela il paziente e non fa risparmiare la pubblica amministrazione, come si è visto per il bilancio in rosso di troppe regioni. Non si puo' valutare l'efficienza di una struttura solo in base al fatturato e non in base ad altri parametri quali l'efficacia della terapia, la percentuale di complicanze, il tasso di mortalita' che alla Santa Rita era ben dieci volte superiore rispetto alla media dei nosocomi milanesi. Occorrono organi di controllo che siano composti da esperti indipendenti di cui facciano parte primari e medici base, specialisti, rappresentanti delle associazioni degli ammalati e infermieri. E' assolutamente necessario - ha concluso - che ai medici di base arrivino informazioni continue sui pazienti che sono ricoverati".

In sostanza del Caso Santa Rita, come di molti altri, ce ne saremmo potuti accorgere anche un po’ prima e senza dover attendere che le vittime e loro familiari si armino di coraggio per sporgere denuncia.

Ma non è solo quello il caso. Perché malasanità è anche la mancata assistenza celata dietro rigide procedure, come il caso dell’anziano morto a gennaio 2007 a pochi passi dal pronto soccorso poiché bisognava attendere l’intervento del 118; oppure l’oblio delle coscienze di alcuni sanitari che agiscono nella più completa illegalità, come testimoniano i quattro arresti avvenuti ieri a Napoli per aborti clandestini; per non parlare del muro di omertà che spesso viene innalzato per celare delle incapacità o negligenze, come il caso di una famiglia di Varese che in una intervista video denuncia l’ospedale cittadino perché, a distanza di un anno, non conoscono le cause che hanno determinato il decesso del loro figlio di tre anni. Potrei continuare con la mancanza di strutture, le malattie contratte negli ospedali per scarsa igiene o la somministrazione di farmaci sbagliati, che concorre per il 40% ad innalzare la cifra dei decessi… Speriamo che prima o poi qualcuno se ne accorga.

Via| www.malasanità.it
foto di: pallamaio

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