Luigi Preiti condannato a 16 anni: "chiedo scusa a tutti"

Preiti nel giorno d'insediamento del governo Letta sparò a bruciapelo contro il brigadiere Giuseppe Giangrande e ferì altri due militari. La sentenza era attesa per la serata.

17.52. Il gup Filippo Steidl ha condannato Preiti per tentato omicidio plurimo, porto e detenzione di arma clandestina dopo due ore circa di camera di consiglio. Non è stata concessa nessuna attenuante generica. Per le cinque parti civili - cioè i tre carabinieri feriti, il Ministero della Difesa e l'Associazione Vittime del dovere - è stata disposta una provvisionale di 100mila euro.

Durante le sue dichiarazioni spontanee Preiti in aula aveva detto:

"Chiedo scusa a tutti: all'Arma dei carabinieri, ai singoli militari feriti, alla famiglia di Giangrande ed alla mia famiglia. Se potessi mi sostituire a Giangrande prendendomi le sue sofferenze. Non volevo fare quello che ho fatto".

I legali del 50enne hanno già annunciato ricorso:

"ha perso il lavoro, poi il legame con la moglie, il figlio. È stato investito da un disastro umano e personale. Ha agito perché affetto da una cosiddetta depressione maggiore. Luigi Preiti aveva questa situazione. Attendiamo le motivazioni della sentenza, ma sicuramente faremo ricorso in appello".

Dove si spera si farà chiarezza anche sulla provenienza della pistola con la matricola abrasa usata da Preiti a Palazzo Chigi, elemento di non poco conto rimasto tuttavia nell'ombra.

17.34. Luigi Preiti è stato condannato a 16 anni di reclusione per gli spari a Palazzo Chigi, contro i 18 anni che erano stati richiesti dal pubblico ministero.

Spari a Palazzo Chigi: chiesti 18 anni per Luigi Preiti

21 gennaio 2014. Il pubblico ministero di Roma Antonella Nespola ha chiesto 18 anni di carcere per Luigi Preiti, il disoccupato calabrese che il 28 aprile dell'anno scorso sparò davanti a Palazzo Chigi, nel giorno d'insediamento del governo Letta, ferendo tre carabinieri uno dei quali, il brigadiere Giuseppe Giangrande, in modo grave.

Subito dopo l'arresto Preiti dichiarò che voleva colpire dei politici, poi di aver voluto compiere solo un gesto eclatante senza avere l'intenzione di uccidere.

Oggi in udienza è stato reso noto un elemento nuovo: prima dell'attentato e degli spari davanti Palazzo Chigi gli presso gli uffici della presidenza del Consiglio dei ministri arrivò più di una telefonata anonima:

“Dovete aiutare la Calabria, dovete dare soldi alla Calabria”.

Con la pistola che si era portato dietro Luigi Preiti ferì anche i carabinieri Francesco Negri e Delio Marco Murighile, mentre un quarto militare dell'Arma riuscì a schivare i colpi gettandosi a terra.

Preiti, ritenuto capace di intendere e di volere al momento dei fatti, è imputato di tentato omicidio plurimo, porto abusivo di arma clandestina e ricettazione. Il gup potrebbe emettere la sentenza già questa sera.

Spari a Palazzo Chigi: sì alla perizia psichiatrica per Luigi Preiti

8 ottobre 2013 - Il gup di Roma Filippo Steidl oggi ha detto sì alla perizia psichiatrica per Luigi Preiti, il 50enne disoccupato che il 28 aprile scorso fece fuoco contro quattro carabinieri in servizio davanti a Palazzo Chigi, ferendo in modo grave il brigadiere Giuseppe Giangrande, durante il giuramento del governo Letta.

Il 10 settembre scorso il gup aveva accolto la richiesta della difesa di Preiti decidendo per il giudizio abbreviato subordinato all'esito dell'accertamento tecnico, appunto una perizia psichiatrica. Contro il parere della procura, che aveva già fissato per il 20 novembre il giudizio immediato per Preiti.

Nell’udienza fissata per oggi, con Preiti presente in aula, la decisione. Un punto a favore della difesa dell'imputato.

Secondo l'avvocato Eriberto Rosso, legale dei carabinieri feriti:

"Il giudice ha voluto disporre questo accertamento per completezza probatoria. Così, tenuto conto della consulenza presentata dalla difesa di Preiti, avrà a disposizione un dato in più e potrà esprimersi compiutamente su questa vicenda garantendo tutte le parti".

Il rito abbreviato prevede lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna. Preiti è detenuto nel carcere romano di Rebibbia accusato del tentato omicidio di quattro militari dell’Arma, di porto abusivo di arma clandestina e di ricettazione.

Attentato a Palazzo Chigi: Luigi Preiti a processo il 20 novembre

4 settembre 2013 - Si terrà il 20 novembre prossimo il processo a carico diLuigi Preiti, l'uomo che il 28 aprile scorso, nel giorno d'insediamento del governo Letta, si presentò con una pistola in tasca davanti a Palazzo Chigi per poi sparare contro due carabinieri, ferendone uno in modo grave, sfiorando con i proiettili un terzo e puntando l’arma su un quarto.

L’uomo subito dopo l’arresto disse che voleva colpire dei politici. I suoi avvocati hanno poi sostenuto che quello di Preiti voleva essere un «gesto eclatante» legato esclusivamente alla sua condizione personale di disagio socio-economico e che l’attentatore non aveva:

«nulla contro un singolo politico e tantomeno con l’Arma dei carabinieri».

La Procura di Roma nel frattempo ha ottenuto il giudizio immediato per Preiti per le accuse di tentato omicidio di quattro carabinieri, porto abusivo di arma clandestina (aveva la matricola abrasa) e ricettazione. La difesa potrebbe formalizzare la richiesta di rito abbreviato facendo saltare l’udienza di novembre per fissarne poi una nuova davanti al gup.

Preiti, 50enne disoccupato, ferì gravemente il brigadiere Giuseppe Giangrande, raggiunto al collo, e, in modo lieve, l'appuntato Francesco Negri. Giangrande dopo un delicatissimo intervento per ridurre una lesione al midollo sta procedendo con la riabilitazione per cercare di recuperare la mobilità.

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