San Benedetto dei Marsi, raid razzista: tra i 6 arrestati anche un carabiniere

Agli indagati sono stati concessi i domiciliari. Contestata l'aggressione con la circostanza aggravante di avere agito per motivi razziali.

Sono sei le persone arrestate oggi con l’accusa di aver compiuto un raid razzista a San Benedetto dei Marsi (L’Aquila). E tra i destinatari del provvedimento cautelare c’è anche un carabiniere.

I fatti: un immigrato di 36 anni un paio di settimane fa si era lamentato per il disturbo e gli schiamazzi sotto casa nelle ore notturne, il figlioletto non riusciva a dormire. Per tutta risposta le persone a cui si era rivolto lo avrebbero riempito di botte, prima di prendere a pietre l’auto che l’immigrato usava, di proprietà di un connazionale, e darla poi alle fiamme. Non solo: qualche giorno dopo l’extracomunitario proprietario della vettura incendiata è stato investito da uno dei componenti del gruppo.

Dopo accurate indagini i carabinieri della compagnia di Avezzano (L’Aquila) questa mattina hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip del tribunale locale su richiesta del pubblico ministero.

I sei arrestati, tutti italiani e residenti a San Benedetto dei Marsi, tranne il carabiniere che vive e lavora fuori dall’Abruzzo, dovranno rispondere a vario titolo dell’aggressione subita da due cittadini extracomunitari e dell’incendio della vettura, con la circostanza aggravante di avere agito per motivi razziali.

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