Avellino, Domenico Aschettino spara contro i vicini: "ho perso la testa"

Lauro. L'ex vigilante Domenico Aschettino ha spiegato i motivi che l'hanno spinto a uccidere il vicino di casa Vincenzo Sepe e a ferite quattro componenti della sua famiglia.


Si è tenuto ieri nel carcere di Avellino l'interrogatorio di garanzia di Domenico Aschettino, l'ex guardia giurata che domenica pomeriggio ha ucciso a colpi di pistola il vicino di casa Vincenzo Sepe, ridotto in fin di vita la figlia Carolina e ferito altri tre componenti della sua famiglia.

L'uomo, reo confesso, ha risposto a tutte le domande del gip Gianfranco Fiore e del pm Antonella Salvatore e spiegato per filo e per segno cosa è accaduto, dall'agguato vero e proprio alle cause scatenanti che hanno portato il 40enne a prendere in mano un'arma e accanirsi su Sepe e la sua famiglia:

Ero stato minacciato, avevo paura da giorni. Volevo chiudere definitivamente i conti con Vincenzo Sepe, ma poi ho perso la testa e ho cominciato a sparare all'impazzata.

Al di là degli screzi passati tra Aschettino e Sepe, la causa scatenante risale al giorno prima della sparatoria. Sabato mattina, secondo quanto ricostruito dall'omicida durante l'interrogatorio, Aschettino avrebbe tamponato l'auto del genere di Sepe, Giampiero Siniscalchi, e dopo una prima lite per strada la questione sembrava finita lì.

Più tardi, però, Siniscalchi ha sfondato con un cric il parabrezza dell'auto del 40enne che, in tutta risposta, ha preso un sasso e sfondato il lunotto posteriore dell'auto di Siniscalchi. La mattina dopo, domenica, Aschettino ha raccontato di aver ricevuto una visita di Siniscalchi e di Vincenzo Sepe, che l'avrebbero minacciato di morte e chiesto un risarcimento per i danni subiti.

E' stato a quel punto che Aschettino, è tornato a casa, ha preso la pistola e sparato all'impazzata contro Sepe e i suoi familiari, uccidendo il primo sul colpo e riducendo in fin di vita i suoi due figli, Carolina e Orlando. La prima, alla decima settimana di gravidanza, è in condizioni disperate e secondo i medici del Cardarelli di Napoli non avrebbe più attività cerebrale.

Il fratello, invece, non è più in pericolo di vita, ma è ancora ricoverato in gravi condizioni. Bettina Crisci, suocera della vittima, è ricoverata in rianimazione all'ospedale di Nola, in provincia di Napoli, mentre il ferito meno grave, Vincenzina Ferraro, 42 anni, la moglie di Vincenzo Sepe, ferita a una gamba da un proiettile, si trova nel reparto di ortopedia dello stesso ospedale.

Intanto l'arresto di Aschettino è stato convalidato. L'uomo è accusato di omicidio, lesioni aggravate e tentato omicidio aggravato dai futili motivi. Il gip si è riservato di decidere sulla richiesta di perizia psichiatrica presentata dal difensore di Aschettino, secondo il quale l'uomo sarebbe una persona sociopatica, come testimoniato dal documento che attesa il congedo anticipato dal servizio militare nel 1992.

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