Roma, pedofilo torna nello stesso palazzo della vittima: presentato ricorso in Cassazione

Roma. La Procura ha presentato ricordo contro la decisione della Corte d'appello di Roma di revocare il divieto di dimora per un pedofilo romano, permettendogli di tornare a vivere nel palazzo in cui vive la sua vittima.


Ha fatto parecchio discutere e indignare la decisione della Corte d'Appello di Roma di revocare il divieto di dimora a un pedofilo romano permettendogli di fatto di tornare a vivere nello stesso palazzo in cui risiede la sua giovane vittima, una bimba di 13 anni molestata dall'orco almeno tra il 2005 e il 2008.

Ora finalmente cominciano a smuoversi le acque. La procura generale ha deciso di rivolgersi alla Corte di Cassazione chiedendo l'annullamento con rinvio ad altra sezione, sperando di mettere fine quanto prima a una situazione delicata che potrebbe compromettere la stabilità della giovane vittima, costretta a incontrare quell'aguzzino che con tanta fatica riuscì a denunciare.

La Procura, nel rivolgersi alla Cassazione, scrive:

Non si ritiene che la salute della minore, i suoi sentimenti, le sue angosce siano stati tutelati in modo adeguato. La Corte ha sottovalutato gli effetti devastanti che può determinare nella psiche e nella mente di una fanciulla l'incontro con il suo aggressore.

Il divieto di dimora era stato emesso subito dopo l'arroto dell'uomo e rimasto in piedi per i primi due gradi di giudizio che hanno visto l'uomo condannato per violenza sessuale. Poi, a sorpresa e con il parere negativo della procura generale, il mese scorso quella misura è stata revocata vista l'età avanzata dell'uomo, ex militare in pensione, e in virtù del tempo trascorso dalla sua emissione.

La Procura non ci sta ed è decisa a dare battaglia a quella decisione:

Ci si duole del provvedimento della Corte d'appello che, revocando la misura del divieto di dimora, consente all'imputato di vivere indisturbato a stretto contatto con la vittima dei suoi abusi, in spregio degli sforzi del legislatore che hanno avuto come fine precipuo la più ampia tutela della vittime con l'allontanamento dell'aguzzino.

Non si chiede l'arresto dell'uomo, ma soltanto che venga ripristinato il divieto di dimora nell'appartamento al piano di sopra di quello in cui vive la giovanissima vittima. L'anziano, precisa il pg, è in affitto nell'appartamento di Roma, mentre è proprietari di un'abitazione a Vitinia, quindi la soluzione ideale è che possa tornare a vivere lì e lasciare l'appartamento di Roma.

La decisione finale spetta alla Corte di Cassazione.

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