USA: il re della Mafia di Boston James J. Bulger condannato per 11 omicidi: rischia l'ergastolo

Il boss del crimine di Boston James J. "Whitey" Bulger è stato condannato per organizzazione criminale e per 11 omicidi. Rischia l'ergastolo.

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James J. "Whitey" Bulger, il serial killer e boss del crimine di Boston arrestato a Santa Monica nel giugno 2011 dopo quasi 17 anni di latitanza è stato giudicato colpevole di omicidio e criminalità organizzata e rischia di passare il resto della sua vita dietro le sbarre.

La decisione è arrivata ieri al termine di un processo durato due mesi. Dopo cinque giorni di camera di consiglio, i 12 giurati si sono espressi a favore della colpevolezza di Bulger, 83 anni, per 31 dei 32 capi d'accusa che gli venivano contestati, compresi 11 di omicidio, tutti delitti avvenuti in un periodo compreso tra gli anni '70 e gli anni '80.

In principio le accuse di omicidio erano 19, ma l'accusa non è riuscita a provare quelli compiuti dal criminale prima del 1970 e la giuria ha deciso di far cadere le 8 accuse relative ai delitti precedenti quel periodo. Poco cambia: Bulger, nonostante l'età avanzata, quasi sicuramente morirà dietro le sbarre.

La sentenza verrà emessa il prossimo 13 novembre. Il legale difensore dell'uomo ha precisato che Bulger è ben consapevole del fatto che non potrà più mettere piede fuori dal carcere, lo sapeva fin dal giorno in cui l'FBI l'ha rintracciato e lo ha assicurato alla giustizia.

Il processo non è mai stato relativo alla possibile scarcerazione di Jim Bulger. Lui sapeva già che sarebbe morto in prigione, anzi si aspettava che questo sarebbe successo per iniezione letale.

Proprio per questo la difesa ha deciso di giocare a carte scoperte fin da subito, evitando di negare l'evidenza. J.W. Carney, difensore dell'uomo, all'inizio del processo ha presentato il suo assistito come il capo di un'organizzazione criminale dedita ad estorsioni e al traffico di droga.

Lo stesso Bulger, durante il processo, ha evitato di difendersi pubblicamente. Si è limitato a dichiarare:

Per quanto mi riguarda, questa è pura ipocrisia e potete fare di me quello che volete.

La sentenza, lo ricordiamo, è attesa per il prossimo 13 novembre.

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