Melania Rea: la difesa di Parolisi chiede una perizia sull’ora dell’omicidio


Una perizia che stabilisca l’ora della morte di Melania Rea. È quanto tornano a chiedere gli avvocati difensori di Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore accusato dell’omicidio pluriaggravato della moglie. Melania venne uccisa il 18 aprile scorso con 35 coltellate, 29 quelle di punta, e trovata cadavere nel bosco della casermette di Ripe di Civitella (Teramo) due giorni dopo.

Non importa stabilire l'ora esatta. Alla difesa basta insinuare il dubbio per raggiungere l'obiettivo. Le basta che un perito arrivi a dire che è impossibile affermare, con assoluta certezza, che Melania sia morta prima delle 15,26 del 18 aprile, per rimettere in piedi l'alibi di Parolisi. Da quell'ora, infatti, il marito sott'accusa per omicidio pluriaggravato viene ripreso da una telecamera su Colle San Marco di Ascoli. Ma quando chiedere la perizia? Non ora, dice la difesa.

La procura teramana ha chiesto il giudizio immediato per Parolisi, che se venisse concesso dal Gip Giovanni De Rensis significherebbe saltare l’udienza preliminare. Il termine, non perentorio, di cinque giorni per decidere scade domani.

Presa visione di tutte le carte dell’accusa i legali di Parolisi, Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, perfezioneranno la loro strategia difensiva.

Potranno leggere dei nuovi indizi, scope rti dai pm Davide Rosati e Greta Aloisi, e saperne di più sulla tuta sparita e le scarpe da tennis con cui il militare avrebbe lasciato una impronta nel sangue vicino al corpo di Melania. Anche le scarpe, dicono i pm, sono sparite. Parolisi le avrebbe lavate nella fontanella all'ingresso del bosco prima di gettarle chissà dove.

Della tuta, delle scarpe, e di come sarebbe stata uccisa Melania secondo l’accusa, scriveva Il Centro due giorni fa:


Per i magistrati Parolisi, dopo aver ucciso la moglie, si sarebbe disfatto della tuta e delle scarpe inevitabilmente macchiati di sangue. Quei pantaloncini corti con cui lo si vede al pianoro di Colle San Marco mentre dà l'allarme per la scomparsa della moglie, sempre secondo l'accusa, sono quelli che indossava sotto la tuta fatta sparire. Perchè quel lunedì 18 aprile il caporal maggiore doveva andare a correre, così come faceva tutte le volte che era libero: un'occasione che per l'uomo significava poter chiamare l'amante Ludovica con il telefonino segreto che nascondeva in macchina.

Ma quel giorno, appena rientrati a casa dopo la visita medica, Melania chiede al marito di andare a fare una passeggiata vista la giornata di sole. Tra le 14.10 e le 14.15, quando la famiglia esce di casa, secondo inquirenti e investigatori Parolisi indossa i pantaloncini e la maglietta sotto la tuta. Di cui si disfa dopo aver ucciso la moglie. Anche le scarpe spariscono. E, sempre secondo l'accusa, sono proprio di quelle scarpe le impronte di sangue lasciate sulle assi di legno del casotto del bosco di Ripe. Il sangue è quello di Melania,quindi appartengono alle scarpe calzate dall'assassino che si è mosso in quel posto nei minuti successivi al fatto quando il sangue non si era ancora rappreso.

Foto | © TMNews

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