Delitto Melania Rea: chiuse le indagini


Sono state chiuse le indagini sull’omicidio di Melania Rea. L’ unico indagato, che si è sempre proclamato innocente, è il marito Salvatore Parolisi, per il quale la procura di Teramo potrebbe chiedere a breve il giudizio immediato.

Con i risultati degli ultimi accertamenti sulle tracce di dna trovate sotto l’unghia e sugli slip di Melania, e di quelli sulle celle telefoniche agganciate dal cellulare della vittima il giorno dell’omicidio, gli inquirenti ritengono di avere elementi sufficienti per portare a processo Parolisi. Scrive Il Centro:

Secondo l'accusa nel primo pomeriggio di lunedì 18 aprile, giorno dell'omicidio, Melania era nel bosco di Ripe e Salvatore Parolisi, il marito della donna, mente quando dice che era sul pianoro di Colle San Marco e che da qui lui l'ha vista sparire per sempre mentre cercava un bagno.

E ancora:


Nel pomeriggio del 18 aprile, giorno del delitto, il cellulare di Melania Rea ha sempre agganciato la cella di Ripe, il bosco in cui la donna è stata assassinata con 35 coltellate. L'ennesima conferma, dopo la perizia disposta dalla procura, arriva da un nuovo accertamento dei Ros proprio su richiesta degli inquirenti. E questo per gli investigatori significa che Salvatore Parolisi - il marito della donna in carcere con l'accusa di omicidio - mente quando dice che tra le 14.30 e le 15 del 18 aprile Melania era con lui sul pianoro di Colle San Marco.

I militari del Ros, così come sottolineato dai due periti del pm, ribadiscono anche che in quella zona esiste un fenomeno di sovraccarico che non consente di avere una certezza matematica sulle celle agganciate. Tra Ripe di Civitella e Colle San Marco, infatti, succede che quando c'è un fenomeno di sovraccarico i telefonini possono agganciare contemporaneamente sia l'una che l'altra cella.



Via | Il Centro

  • shares
  • Mail