Palermo, sequestrati 8 milioni di euro per evasione e riciclaggio

A Palermo, Roma e Milano sequestrati d'urgenza 8 milioni di euro in titoli di credito a carico di due imprenditori palermitani.

La Guardia di Finanza di Palermo ha eseguito un sequestro d'urgenza per 8 milioni di euro in titoli di credito tra la città siciliana, Roma e Milano. Si tratta di titoli intestati a due imprenditori palermitani che operano nel settore del trasporto marittimo internazionale di merci e che erano destinatari di fatture per operazioni in realtà inesistenti per n valore di circa 12 milioni. Grazie alle fatture false e alla contabilizzazione delle fittizie movimentazioni di denaro, i due avevano accumulato all'estero riserve finanziarie occulte per un totale di circa 14 milioni di euro che erano stati trasferiti su un conto corrente acceso presso un istituto bancario del Principato di Monaco formalmente intestato a una società off-shore con sede nelle Bahamas, ma risultato, di fatto, nella disponibilità dei due imprenditori italiani.

Il risultato dell'indagine, che è stata nominata "Screen", rientra nell'ambito di un'operazione internazionale che è stata avviata dal Fiod olandese, una unità specializzata nel contrasto delle frodi finanziarie ed economiche, nei confronti di un'organizzazione transnazionale attiva in Italia e Olanda e con interessi ramificati in diversi paradisi fiscali, tra cui le Isole Vergini Britanniche, Bahamas, Svizzera e Principato di Monaco. Si tratta di un'organizzazione che fa capo a due imprenditori originari dei Paesi Bassi che utilizzavano alcune società riconducibili al proprio gruppo societario ed emettevano fatture per operazioni inesistenti di importi rilevantissimi, triangolate con società con sede in paradisi fiscali, al fine di permettere la fuoriuscita di capitali dai Paesi dove erano ubicate le società destinatarie delle fatture. Tra i beneficiari delle fatture false c'erano, appunto, i due imprenditori siciliani.

In particolare venivano utilizzati tre sistemi:

- in occasione della cessione di navi per il trasporto di idrocarburi da parte di una delle imprese di Palermo, una società olandese ha fatto da falsa intermediaria e ha emesso delle fatture di circa 3 milioni e 400mila euro per operazioni inesistenti nei confronti dell'impresa italiano. Il denaro è stato effettivamente incassato, ma subito trasferito, attraverso un simulato accordo di agenzia, al conto corrente di una società delle Bahamas. Tale conto, in realtà, era nella disponibilità delle imprese siciliane;

- la stessa società olandese ha emesso fatture per operazioni inesistenti per circa 10 milioni di euro nei confronti delle società siciliane per una una simulata joint-venture, in base alla quale venivano condivisi il 50% degli utili e delle perdite relativi alla gestione commerciale di tre navi date in noleggio dalle stesse società siciliane. Poi la società olandese, appena riceveva il denaro, lo trasferiva alla società delle Bahamas;

- infine, con il terzo sistema, alcune società olandesi, sempre attraverso l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, si sono fittiziamente inserite nei lavori relativi a un appalto per la costruzione di 12 navi presso i cantieri di una società coreana ma che sono stati interamente eseguiti dalle imprese palermitane per un incasso di un milione e 300mila euro a titolo di benefit da terze imprese fornitrici di servizi, che invece dovevano essere corrisposti alle società italiane. Anche in questo caso il denaro incassato è stato girato sul conto della società off-shore.

Gli interessi delle imprese palermitane nella costituzione della società bahamense erano curati da un professionista svizzero. Ora i capi di imputazione sono evasione fiscale internazionale, riciclaggio, appropriazione indebita, intestazione fittizia di beni.

  • shares
  • Mail