Pena di morte, i dati di Nessuno Tocchi Caino: 4.000 esecuzioni nel 2012

Le condanne a morte nel Mondo sono diminuite sensibilmente rispetto all'anno precedente, anche se la strada verso l'abolizione totale sembra ancora molto lontana.

Puntuale come ogni anno ecco arrivare il rapporto della ONG italiana Nessuno Tocchi Caino che da anni si batte per l'abolizione della pena di morte, pratica ancora molto utilizzata da una parte all'altra del Mondo, dagli Stati Uniti alla Cina, passando per l'Iran e l'Iraq.

Nel 2012 sono state eseguite 3.967 condanne a morte, oltre mille in meno rispetto all'anno precedente, quando 5.004 persone erano state ucciso per mano dello Stato, e più del 50% in meno rispetto al 2006, quando secondo le stime del professore cinese Liu Renwen vennero eseguite circa 8.000 condanne a morte.

Il rapporto precisa che il trend abolizionista continua, anche se bisogna sottolineare come l'importante calo rispetto allo scorso anno è tutto merito della Cina, dove sono state eseguite circa due mila condanne a morte in meno, e di Egitto, Singapore e Vietnam, dove nei primi sei mesi del 2012 non sono state registrate esecuzioni.

Al contrario, però, alcuni Paesi che avevano interrotto le esecuzioni a morte le hanno riprese: Botswana (almeno 1), Gambia (9), Giappone (7), India (1) e Pakistan (1) nel 2012; Indonesia (1), Kuwait (5) e Nigeria (4) nel 2013.

Il primato di Paese col più alto numero di condanne a morte eseguite spetta comunque alla Cina con 3.000 esecuzioni. Seguono l'Iran con 580, l'Iraq con 129 e l'Arabia Saudita con 84.

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