Franco Roberti è il nuovo procuratore antimafia

Franco Roberti è stato nominato procuratore nazionale antimafia con venti voti contro i sei andati a favore dell'altro candidato, il procuratore di Bologna Roberto Alfonso.

Con venti voti a favore, oggi il Consiglio superiore della magistratura ha eletto Franco Roberti nuovo procuratore nazionale antimafia, che prende il posto di Pietro Grasso, ora presidente del Senato, in carico fino al gennaio scorso.

Il posto è stato occupato ad interim dal magistrato Giusto Sciacchitano, ma oggi finalmente è arrivata la decisione del Csm. La scelta, alla fine, era tra Roberti e il procuratore di Bologna Roberto Alfonso, col primo che ha avuto la meglio sul secondo con venti voti a favore contro i sei dell'altro candidato, compresi quelli del pg di Cassazione Gianfranco Ciani, del vicepresidente Michele Vietti e del presidente Giorgio Santacroce.

Roberti, nella Magistratura dal lontano 1975, è considerato uno dei più grandi esperti italiani sul clan camorristico dei Casalesi ed è stato anche tra i magistrati che hanno indagato su Calciopoli. Nella delibera approvata oggi dal Csm si legge:

Già in quegli anni ha dimostrato ottime capacità organizzative: riuscì a mantenere attivo il Tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi, nonostante il disastro provocato dal terremoto in Irpinia nel 1980. Nel 1982 Roberti inizia a svolgere funzioni di pm alla Procura di Napoli: in questa veste si è occupato del processo sul Banco di Napoli e delle inchieste sulla criminalità organizzata “nuova famiglia”. Nel 1993 diventa sostituto procuratore presso la Direzione nazionale antimafia, dove ora tornerà con il ruolo di procuratore capo. Nel 2001 ritorna a Napoli, con il ruolo di procuratore aggiunto: ha seguito le indagini su calciopoli e quelle sugli appalti dell’imprenditore Romeo poi, dal 2009, alla guida della Procura di Salerno, fino a raggiungere oggi la poltrona di ‘super procuratore’.

Il vicepresidente Vietti, al termine della votazione, ha subito espresso gli auguri di buon lavoro al neo eletto, da oggi ufficialmente nuovo procuratore nazionale antimafia che, come ci ricorda il sito del Ministero della Giustizia,

esercita le funzioni di coordinamento delle indagini condotte dalle singole Direzioni distrettuali antimafia (DDA) nei reati commessi dalla criminalità organizzata. Tale coordinamento è finalizzato, soprattutto, ad assicurare la conoscenza delle informazioni tra tutti gli uffici interessati e a collegare le DDA tra loro quando emergano fatti o circostanze rilevanti tra due o più di esse.

Tra le principali attività che è chiamato a svolgere figurano:


  • designare i Sostituti per mantenere un costante collegamento con ciascuna Direzione distrettuale per l’acquisizione e la successiva elaborazione di dati, notizie e informazioni relativi ai reati di competenza;

  • disporre l’applicazione temporanea dei magistrati della Direzione nazionale presso una DDA per coadiuvare quest’ultima quando lo richiede la complessità di un’indagine;

  • riunire i procuratori distrettuali interessati al fine di risolvere i contrasti che, malgrado le direttive specifiche impartite, siano insorti e abbiano impedito di promuovere o di rendere effettivo il coordinamento;

  • ai fini del coordinamento il Procuratore può avvalersi dei servizi centrali delle Forze di polizia quali la Direzione investigativa antimafia (DIA), il Raggruppamento operativo speciale dell'Arma dei Carabinieri (ROS), Il Servizio Centrale di investigazione sulla criminalità organizzata della Guardia di finanza (SCICO).

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