Quadri in fumo: brucia sette capolavori per salvare il figlio

Scoperto in Romania il rogo di sette quadri rubati nell’autunno 2012 in Olanda. Autrice del rogo è la madre del capo della banda di ladri

Sembra una black comedy, uno di quei soggetti su delinquenti maldestri che vedresti bene nelle mani di Quentin Tarantino o della premiata ditta Joel & Ethan Coen, ma, invece, è successo davvero. Sette capolavori della pittura moderna e contemporanea sono andati in fumo. Letteralmente.

L’autrice del gesto è stata Olga Dogaru, una donna romena, madre di Radu Dogaru, uno degli artefici del furto dei sette dipinti dalla Kunsthalle di Rotterdam, dove partecipavano alla mostra temporanea Avanguardie. Il furto è avvenuto lo scorso ottobre. Testa di Arlecchino (1971) di Pablo Picasso, La lettrice in bianco e giallo (1919) di Henri Matisse, Waterloo Bridge e Charing Cross bridge (1901) di Claude Monet, Donna davanti una finestra aperta (1888) di Paul Gauguin, Autoritratto di Van Meyer de Haan e Donna con gli occhi chiusi (2002) di Lucien Freud, sono i dipinti trafugati e portati in Romania.

Dopo il “colpo” avvenuto lo scorso ottobre, gli inquirenti si erano messi sulle tracce della banda e in gennaio avevano arrestato i tre sospettati. Dei quadri nessuna traccia.

Da Radu a Olga Dogaru il passo è stato breve. Quando i procuratori romeni hanno interrogato la donna, questa ha ammesso di avere sepolto le opere in un cimitero del villaggio di Caracliu e di averle nascoste in una casa abbandonata. I quadri – di un valore compreso fra i 50 e 100 milioni di euro – sono stati bruciato in un forno. La donna ha descritto minuziosamente come sono andate le cose e quando Ernest Oberlander-Tarnoveanu, direttore del Museo Nazionale di Storia della Romania, ha compiuto la perizia ha trovato tracce inequivocabili (tela, legno, punti metallici e vernici c)della veridicità dei fatti.

Ora, secondo Oberlander-Tarnoveanu, la donna rischia un’incriminazione per “crimini contro l’umanità”. L'inizio del processo è fissato per il 13 agosto.

Via | The Guardian

Foto © Getty Images

 

  • shares
  • Mail