Comiso: brucia vivo il patrigno, 21enne confessa

Mirko Bottari ha raccontato di aver cosparso il corpo del genitore con della benzina prima di darlo alle fiamme. Le liti tra i due erano frequenti.

    Aggiornamento 12.56 - Il sostituto procuratore della Repubblica di Ragusa, Federica Messina, spiega: "Il giovane durante l'interrogatorio ha confermato di aver agito perché il padre si era rifiutato di dargli dei soldi il giorno prima. È un caso molto complesso che presenta diverse sfaccettature e il delitto è maturato nell'ambito di una situazione familiare molto difficile, aggravata dalla disoccupazione del giovane e dalla sua continua richiesta di denaro".

I vicini ora raccontano di liti frequenti, di quel ragazzo di 21 anni che non era mai andato d’accordo con il proprio patrigno. Fino a ieri pomeriggio quando l’ennesimo diverbio è degenerato in tragedia: il giovane ha dato fuoco al padre, Vincenzo Arcidiacono, 60 anni, non vedente, nella loro abitazione di Comiso, nel ragusano.

Quando sono arrivati gli agenti della polizia la camera da letto era ancora avvolta dalle fiamme e lo stesso omicida è rimasto ustionato, non in modo grave. Il ragazzo, Mirko Bottari, disoccupato, è in stato di fermo e piantonato in una stanza del reparto di Medicina dell'ospedale Regina Margherita di Comiso, dove il padre lavorava come centralinista.

Dal letto del nosocomio Bottari ha ammesso le sue responsabilità, scrive l’Ansa stamattina. Il ragazzo ha raccontato di aver cosparso il corpo del genitore con della benzina prima di appiccare le fiamme che hanno richiesto l’intervento dei vigili del fuoco.

Dietro l’omicidio ci sarebbe un movente di tipo economico. Il giovane agli inquirenti avrebbe detto di aver agito al culmine di una lite nata dal fatto che il patrigno non aveva voluto dargli una somma di denaro.

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