Clinica S. Rita: Paolo Brega Massone parla dal carcere "Rifarei tutto"

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Ho salvato molte vite umane. Ho alleviato le sofferenze di tante persone. Ora mi accusano di cose gravissime, dicono che sono un mostro e mi hanno rinchiuso in questo carcere. Non è giusto. Ho fatto un migliaio di interventi alla Santa Rita. Li rifarei tutti, uno per uno. Perché andavano fatti nell'interesse supremo del paziente e non, come dice chi mi accusa, del bilancio della Santa Rita

Così Paolo Brega Massone dal carcere. Il medico accusato delle peggiore nefandezze immaginabili cerca di difendersi. Verrebbe voglia di metterlo a confronto, per esempio, con l'anziana affetta da demenza senile utilizzata come una cavia da laboratorio. Anzi, neanche, che le cavie non le usa più nessuno. Oppure con la ragazza la cui storia viene raccontata in questo pezzo de Il Giornale, che a diciassette anni deve aver vissuto un incubo raccapricciante nella clinica degli orrori. Sempre nelle dichiarazioni rilasciate dai legali di fiducia di Brega Massone, una traccia finale che lascia a dir poco sbigottiti:

Quando viene definito «principe» è perché la sua équipe aveva una produttività superiore alle altre, non perché era abile nelle frodi». Per il gip, grazie alla capacità di far fare soldi, Brega Massone era l'alter ego di Francesco Paolo Pipitone, il 75enne notaio padre-padrone della clinica finito ai domiciliari. «Non è vero — risponde il chirurgo —. Non è stato lui a scegliermi. Fui assunto dopo un colloquio con la direzione sanitaria. L'ho conosciuto sei mesi dopo. Credo mi stimasse, tant'è vero che mi chiamò per curare un suo stretto parente». In cella Brega Massone legge carte e prende appunti. Lecis è preoccupato: «Temo perda la fiducia nella giustizia»

Pensa ai pazienti che fiducia avranno nella medicina. Certo, i processi li fanno i giudici e non i giornali, e certo, bisogna aspettare tre gradi di giudizio prima di avere una sentenza definitiva, ma in questo caso si è di fronte a delle bestialità che un minimo di processo sommario non solo lo impongono. Lo stimolano. Perchè tutti abbiamo avuto il parente o l'amico morto sotto i ferri del chirurgo che "Lo sanno tutti, è un macellaio"; ed ecco che quando vengono fuori casi del genere, il bubbone esplode.

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