Mose, Consorzio Venezia Nuova: arrestato l’ex presidente Giovanni Mazzacurati

Turbativa d'asta e fatture false l'accusa. L’ex presidente del Consorzio Venezia Nuova si era dimesso il 28 giugno scorso. Domiciliari anche per il consigliere Pio Savioli.

    Aggiornamento 14.15 - L’ex presidente del Consorzio Venezia Nuova Giovanni Mazzacurati in funzione del suo ruolo secondo l’accusa avrebbe agevolato determinate imprese a scapito di altre, anche grazie all’assegnazione di lavori "fuori quota" nella gestione degli appalti per la costruzione del Mose e per le opere collegate. Il deus ex machina della presunta distorsione degli appalti sarebbe insomma proprio l’ingegnere Mazzacurati che, sostengono gli inquirenti, allo scopo avrebbe predeterminato la spartizione delle gare d’appalto per far ottenere i lavori ad alcune imprese venete, tacitando altri gruppi industriali e aziende minori con il denaro pubblico proveniente da altre Pubbliche amministrazioni. Mazzacurati è stato per quasi 31 anni ai vertici del Consorzio Venezia Nuova; il progetto di dighe mobili noto come Mose è suo. A fine giugno si era dimesso dal Consorzio, concessionario unico per la salvaguardia della laguna e la realizzazione del Mose, dicendo di avere bisogno di una pausa per dei problemi di salute.

Sono 14 i provvedimenti restrittivi eseguiti stamattina dalla guardia di finanza di Venezia a seguito di un’articolata indagine sul Consorzio Venezia Nuova, la società che si occupa del Mose, il sistema di opere per la salvaguardia della città lagunare dall’acqua alta.

Gli indagati, tra cui l'ex presidente del Consorzio Venezia Nuova Giovanni Mazzacurati, devono difendersi a vario titolo dalle accuse di turbativa d'asta e fatture false.

Gli arresti delle Fiamme Gialle sono scattati non solo in Veneto ma anche in Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Campania. Un centinaio in tutto gli indagati nell’inchiesta, comprese le 14 persone raggiunte oggi da 7 ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari e 7 obblighi di dimora.

Mazzacurati è agli arresti, l’ex presidente nonché ex direttore generale del Consorzio Venezia Nuova si era dimesso il 28 giugno scorso. Domiciliari anche per Pio Savioli, consigliere del Consorzio.
 Secondo gli investigatori gli indagati per aumentare il costo dei prodotti e creare fondi neri utilizzavano delle società "cartiere".

Funzionava così: una cooperativa di Chioggia per ottenere l'emissione di fatture false avrebbe "usato" una società austriaca grazie a cui, in modo del tutto fittizio, il costo di acquisto delle palancole e dei sassi da annegamento forniti da una società croata lievitava a dismisura. Così gli indagati avrebbero creato in Austria quei fondi neri ora al centro dell’inchiesta.

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