Messina, esami facili all’Università: 4 arresti

Uno degli arrestati al telefono: "Se tu ti vuoi prendere gli esami senza problemi, allora bisogna andare praticamente a minacciare... non c'è niente da fare è così". Domiciliari per un docente di Statistica.

Sono 4 gli arresti eseguiti questa mattina dalla Dia di Catania in un'inchiesta relativa a presunti esami facili all'università degli studi di Messina. Secondo gli investigatori della Direzione investigativa antimafia l'organizzazione, capeggiata da un calabrese ritenuto legato alla 'ndrangheta, influenzava sia le prove d'ammissione alle facoltà a numero chiuso dell’ateneo sia i successivi esami universitari.

L'inchiesta è stata coordinata dalla Dda di Messina, le accuse mosse a vario titolo agli indagati vanno dalla tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso all’associazione per delinquere finalizzata al voto di scambio, fino all'usura e al millantato credito.

Uno gli arrestati, Antonio Domenico Montagnese, figura centrale dell'inchiesta, in una intercettazione dice:

"Se tu ti vuoi prendere gli esami (...) senza problemi, allora bisogna andare praticamente a minacciare... non c'è niente da fare è così... è questo il sistema... quello si caca di sotto  è tutto la il discorso... bisogna andare a minacciare... bisogna andare a minacciare e saperlo fare...perché se no, sei fottuto. E poi c'è il metodo Caratozzolo.... Caratozzolo và.. dice: questo e' un amico..un..cosa..vediamo che possiamo fare.. parapì.. parapù".

Marcello Caratozzolo è il professore di Statistica della facoltà di Economia finito pure agli arresti, domiciliari. L'organizzazione secondo le indagini partite l’anno scorso aveva anche tentato di estorcere denaro ad alcuni orafi del Nord Italia e faceva prestiti a tassi usurari mensili pari al 50% della somma prestata. In una nota la Dia scrive che il gruppo:

"tesseva efficaci relazioni e rapporti d'affari con i docenti nonché con personale amministrativo, con lo scopo di influenzare, dietro pagamento di somme di danaro, l'andamento di esami universitari per interferire sullo svolgimento delle prove preselettive di accesso a Facoltà a numero chiuso, per far conseguire l'abilitazione alle libere professioni, senza che sia mai stata persa di vista e manifestata, con prepotente arroganza, l'origine calabrese dell'indagato Montagnese che ha imposto i propri metodi di intimidazione ed influenza per consentire alla clientela "protetta" richiedente il favore di cui di volta in volta aveva bisogno in cambio di denaro".

Montagnese in passato era già rimasto coinvolto nelle indagini sull'omicidio del docente universitario Matteo Bottari. Gli altri arrestati sono l’ex consigliere provinciale Santo Galati Rando, anche per lui domiciliari e Salvatore D'Arrigo. Per lui come per Montagnese si sono aperte le porte del carcere, mentre altre due persone sono state sottoposte all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

© Foto TM News

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