«I Misteri di casa Agnelli»: Intervista ad Antonio Parisi

È uscito per i tipi di Aliberti I Misteri di casa Agnelli del giornalista Antonio Parisi, già al centro della puntata de “La storia siamo noi” del settembre dell’anno scorso. ll programma di Giovanni Minoli in quell’occasione ricostruì le circostanze della morte di Edoardo Agnelli, il figlio dell’Avvocato, trovato cadavere il 15 Novembre di 11 anni fa ai piedi di un viadotto autostradale nei pressi di Fossano (Cuneo).

Un caso subito archiviato come suicidio. Il libro, corredato da molte note, da tutta una serie di documenti, sostiene che potrebbe essere andata diversamente. Il volume "I Misteri di Casa Agnelli" si sofferma sulla conduzione delle indagini, le ripercorre passo per passo, evidenzia gli elementi che secondo l’autore avrebbero meritato quantomeno un approfondimento. Su Crimeblog abbiamo il piacere di parlarne direttamente con Antonio Parisi.

Antonio partiamo dal quel 15 novembre del 2000. Edoardo Agnelli, classe ’54, figlio di Gianni e di Mirella Caracciolo, esce da Villa Sole, la sua residenza sulle colline torinesi, alle 7:20. Si mette alla guida di una Croma grigia, blindata. Meno di tre ore dopo Edoardo viene trovato cadavere ai piedi del viadotto autostradale "Generale Franco Romano" sulla Torino-Savona all’altezza di Fossano. Cosa si sa di quel che fece Edoardo nel lasso di tempo precedente al ritrovamento del corpo?


Quando Edoardo Agnelli esce di casa alle 7,20 del mattino non si bene quello che fa. Di certo sappiamo che UNA DELLE SUE DUE AUTOVETTURE, (la Croma con cui gli addetti alla sicurezza affermano che si è allontanato da Villa Sole) ad un certo punto imbocca, attraverso il casello di Torino, l’autostrada che porta a Savona. All’incirca alle 10 del mattino la sua autovettura viene ritrovata su un viadotto della stessa autostrada con il motore accesso ed il cofano del portabagagli aperto. Nelle due ore e mezza Edoardo ha più volte telefonato ai diversi suoi collaboratori per disdire e fissare nuovi appuntamenti con medici, politici ed amministratori per il pomeriggio di quello stesso giorno e per i giorni successivi. Nel frattempo la CROMA RISULTA ESSERE ENTRATA ED USCITA PIU’ VOLTE DALL’AUTOSTRADA. Ma siamo sicuri che al volante ci fosse Edoardo? Siamo sicuri che le telefonate siano state fatte effettivamente dal figlio dell’Avvocato e non da un imitatore che ha usato il telefono di Edoardo?


Le circostanze della morte. Parliamo del ritrovamento del cadavere. Chi scopre il corpo senza vita di Edoardo, chi dà l’allarme?

Dico questo perché la vettura viene trovata all’incirca alle 10 del mattino da un impiegato dell’autostrada il quale affacciatosi dal viadotto intravede il corpo di un uomo in basso e da l’allarme. Il pastore di mucche Luigi Asteggiano che aveva la sua roulotte a pochi metri dal pilone dove fu rinvenuto il cadavere di Edoardo, però, afferma che il cadavere del povero Edoardo era già lì alle 8 del mattino. Se così stanno le cose CHI HA FATTO LE TANTE TELEFONATE SPACCIANDOSI PER EDOARDO DAL MOMENTO IN CUI E’ USCITO DI CASA SINO A POCHI MINUTI PRIMA DELLE 10 QUANDO E’ STATA RINVENUTA LA VETTURA ? CHI HA GUIDATO LA CROMA AVANTI E DIETRO PER L’AUTOSTRADA ENTRANDO ED USCENDO PIU’ VOLTE DAI CASELLI AUTOSTRADALI ?

Gli investigatori dissero che l’autopsia sul corpo di Edoardo era stata eseguita? Per 10 anni fu quella la versione consegnata all’opinione pubblica. In realtà una vera autopsia non fu mai fatta...


Non gli investigatori ma ANONIME FONTI GIUDIZIARIE ED INVESTIGATIVE attraverso le agenzie di stampa AND-KRONOS, prima ed ANSA dopo, hanno disinformato comunicando che l’autopsia era stata regolarmente eseguita. Le cose così non stavano perché il medico legale, Dottor Ellena, aveva eseguito solo un esame sommario del cadavere di Edoardo. Per molto meno il corpo di chi perde la vita in maniera controversa viene sottoposto ad approfondite analisi con Edoardo non succede. CHI ERANO LE MISTERIOSE FONTI INVESTIGATIVE E GIUDIZIARIE CHE HANNO DEPISTATO SULLA QUESTIONE DELL’AUTOPSIA? QUALE INTERESSE AVEVANO ED HANNO IN QUESTA VICENDA? PERCHE’ VOLEVANO FARMI APPARIRE UN GIORNALISTA DA QUATTRO SOLDI IMPREPARATO E POCO INFORMATO?

Prima di proseguire vogliamo ricordare chi era Edoardo Agnelli e quale fosse la sua posizione nell’impero di famiglia, in Fiat?


Essendo Edoardo il figlio di Gianni Agnelli gli sarebbe spettato di ereditare con la sorella i beni di famiglia e quindi anche di prendere il “timone” delle imprese economiche degli Agnelli una volta scomparso il padre. Ma così non avvenne il padre infatti pretendeva da lui una firma di rinuncia ai diritti societari, non all’eredità. Quando Edoardo si rifiutò di firmare ecco che l’Avvocato annunciò pubblicamente di volere, quale suo successore, prima il nipote Giovannino ( figlio di Umberto Agnelli) e poi John Elkann figlio di Margherita Agnelli. Ciò umiliò Edoardo il quale si sentiva emarginato e non amato dalla famiglia. Gianni forse voleva escludere Edoardo a causa delle idee del figlio contrario ad ogni intrallazzo e con un forte sentire religioso ed etico nei confronti dei più deboli e della società in generale.


Gli inquirenti non presero mai davvero in considerazione un’ipotesi diversa dal suicidio e la mancata autopsia ce lo ricorda. Quali sono gli elementi che possono far pensare a un’altra verità, che fanno pensare che Edoardo Agnelli non si sia tolto la vita?


Uno che si sta per uccidere non fissa appuntamenti per il pomeriggio dello stesso giorno in cui si sta per togliere la vita. Il suo cadavere dopo una caduta da ottanta metri non presentava ferite compatibili con una simile cascata: gli abiti erano a posto, le scarpe ai piedi, le bretelle allacciate e le ferite delle semplici gravi escoriazioni che Edoardo poteva essersi procurate o perché picchiato o perché caduto da poca altezza. D’altra parte non sappiamo la “situazione” degli organi interni perché mancata l’autopsia. Mancano certezze circa quello che è successo dopo che è uscito da Villa Sole come ho già illustrato in una precedente domanda. In più Edoardo era un grafomane impenitente ma non ha lasciato nessuno scritto che facesse pensare al suicidio. Chi lo conosceva bene sapeva che avrebbe inondato gli amici di lettere con cui avrebbe annunciato la avrebbe voluto togliersi la vita: Nulla di tutto questo!

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