Trattativa Stato-Mafia: il processo resta a Palermo

Il processo sulla trattativa tra lo Stato Italiano e Cosa Nostra continuerà ad essere celebrato a Palermo. Parola della Corte d'Assise di Palermo.

Il processo sulla presunta trattativa tra lo Stato Italiano e Cosa Nostra continuerà ad essere celebrato a Palermo. Lo ha stabilito oggi la stessa Corte d'Assise di Palermo respingendo tutte le eccezioni di incompetenza sollevate nelle ultime udienze dai legali delle dieci persone imputate nel procedimento.

I difensori avevano obiettato sulla competenza della Corte d'Assise, sostenendo che il titolare del processo sarebbe dovuto essere il Tribunale, e su quella dell'autorità giudiziaria di Palermo, sostenendo che sarebbero stati più competenti a Roma e Firenze.

Il motivo di tale scelta era stato ben spiegato in aula: secondo gli avvocati difensori la Corte di Palermo era stata dichiarata competente solo perchè al boss Bernardo Provenzano era stato contestato l'omicidio di Salvo Lima, il politico siciliano ucciso proprio a Palermo il 12 marzo 1992. Una volta stralciata la posizione di Provenzano, secondo i legali, quella competenza sarebbe venuta meno.

La Procura di Palermo, nel corso dell'ultima udienza, aveva però chiesto alla Corte di respingere tutte le eccezioni di incompetenza e di lasciare processo a Palermo.

Così è stato. La Corte, nel respingere le eccezioni, ha respinto anche l'istanza presentata dall'ex ministro Nicola Mancino, imputato di falsa testimonianza, che aveva chiesto lo stralcio della sua posizione e la trasmissione degli atti al tribunale dei Ministri. Niente da fare: continuerà a rimanere imputato nel procedimento insieme agli altri indagati.

Sul banco degli imputati, lo ricordiamo, ci sono boss mafiosi, ex ufficiali del ROS ed ex politici italiani, tutti accusati a vario titolo di violenza o minaccia a corpo politico dello Stato, falsa testimonianza, concorso in associazione mafiosa e calunnia.

Foto | Flickr

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