Vibo: rapine in casa, 5 arresti nell'operazione Ritorno al Futuro

Una di queste rapine secondo gli investigatori degenerò nell’omicidio di Isabella Raso, avvenuto a San Calogero il 16 luglio di due anni fa.

    14.25 - L’ordinanza di custodia cautelare in carcere riguarda i già citati Domenico Grillo e Francesco Todarello oltreché Giuseppe Prostamo. Ai domiciliari sono finti Riccardo Vallone, 25 anni, e Rocco Todarello, 52, entrambi di San Calogero. Gli esperti del Ris di Messina avrebbero anche isolato il dna del presunto assassino di Isabella Raso. La donna venne soffocata nella sua abitazione a San Calogero nel luglio di due anni fa durante una rapina. Come spiegato in conferenza stampa dagli investigatori: “L’esito sperato non si fa attendere, a conferma delle ipotesi, delle intuizioni e dei sacrifici di quei mesi. In una tarda serata del novembre 2011 giunge una telefonata da Messina all’ufficio del Dott. Vittorio Gallucci, titolare del fascicolo: quel D.N.A. trovato sul corpo della Raso appartiene a Grillo Domenico”.

Operazione ritorno al futuro. I carabinieri di Tropea (Vibo Valentia) all'alba di oggi hanno notificato cinque ordinanze di custodia cautelare, tre in carcere e due ai domicilari, a carico di altrettante persone ritenute responsabili di diverse rapine in casa, e non solo.

In un caso viene contestato anche il sequestro di persona, e ancora i furti in esercizi commerciali e la detenzione illegale di un'arma da fuoco.

Le tre ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse a carico di soggetti già detenuti. Secondo le indagini condotte dai militari dell’Arma gli arrestati avrebbero compiuto numerose rapine presso abitazioni di San Calogero, Rombiolo e Mileto, sempre nel Vibonese.

Una di queste rapine secondo gli investigatori degenerò nell’omicidio di Isabella Raso, a San Calogero il 16 luglio 2011, delitto per il quale sono già finiti in manette Domenico Grillo, di 22 anni, Francesco Todarello, 46 anni, e Luigi Zinnà, 26 anni, tutti del posto. Le indagini sono state coordinate dalla procura della Repubblica di Vibo Valentia.

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