Droga in parlamento: le Iene condannate anche in Cassazione

Alla fine "Le Iene" sono state definitivamente condannate anche in Cassazione per aver danneggiato "l'immagine pubblica e l'onorabilità" di deputati e senatori dato che "tutti i parlamentari potevano essere indiscriminatamente sospettati di assumere stupefacenti". Il che significa: potete tranquillamente denunciare fatti e comportamenti di chiunque, ma non toccate il palazzo.

Il famoso servizio, che vi riproponiamo nel video qui sopra, mirava a rendere noto verso i cittadini il comportamento dei nostri parlamentari in tema di droga: su 50 deputati e 16 senatori sottoposti al "test-tampone" ben 16 erano risultati positivi a cannabis e cocaina. La Camera dei deputati è composta di 630 membri, mentre il Senato di 315. Fatevi due conti insomma. Secondo la Cassazione i campioni biologici "sono stati carpiti con un comportamento ingannevole e fraudolento". Come se un deputato cocainomane potesse mai dare un qualche tipo di assenso o autorizzazione.

Gli autori de "Le Iene" - Davide Parenti e Matteo Viviani - erano stati condannati il 16 ottobre del 2007 dal gip del Tribunale di Roma per il reato previsto dall'art. 167 d.lvo 196/2003 (Codice della Privacy - Trattamento illecito di dati) a 5 mesi e 10 giorni di reclusione (convertiti poi in pena pecuniaria) nonostante avessero assicurato il totale anonimato sui campioni organici prelevati. Adesso invece arriva la conferma della condanna da parte della Corte Suprema della Cassazione, III sezione penale con la sentenza 23086.

l'informazione evidenziata che taluno, entro una circoscritta e determinabile cerchia di persone, faceva indebito uso di droghe [...] in tale situazione, tutti i parlamentari potevano essere indiscriminatamente insospettati di assumere stupefacenti con la conseguenza che ogni membro del Senato o della Camera, nonché l'istituzione parlamentare, ha subito un nocumento alla sua immagine pubblica e onorabilità

Un interessante stralcio della sentenza: secondo questa sentenza è stato il servizio de "Le Iene" a portare nocumento all'immagine pubblica dell'istituzione parlamentare e non invece il fatto che gran parte di loro faccia uso di sostanze stupefacenti.

Via | Messaggero

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