I cento latitanti più pericolosi d'Italia: Giuseppe Falsone

Giuseppe FalsoneGiuseppe Falsone nasce a Campobello di Licata (AG) il 28/08/1970 e già da bambino si dimostra interessato all'attività del padre, Vincenzo Falsone, l'indiscusso capomafia di Campobello di Licata fino al 24 giugno 1991, giorno del suo omicidio.

Si racconta che durante l'adolescenza Giuseppe Falsone amasse girare per la città sul suo cavallo purosangue, simbolo di potere e ricchezza, facendo impazzire le ragazze come avrebbe fatto un vero principe.

Nel 1991 però, dopo l'omicidio del padre e del fratello Angelo le cose cambiarono e Giuseppe si ritrovò a 21 anni a dover rimettere insieme le fila della sua cosca: nonostante la giovane età, una condanna per traffico di droga ed omicidio alle spalle, il ragazzo non impiega troppo tempo a farsi un nome.

Indicato con il numero 28 nei famosi pizzini di del boss dei boss Bernando Provenzano, arrestato l'11 aprile 2006 dopo oltre quarant'anni di latitanza.

Il legame di vecchia data tra i due viene confermato il 14 luglio 2002 quando, durante una riunione di Cosa nostra per decidere il nuovo capo mafioso di Agrigento, Provenzano aveva indicato Giuseppe Falsone, mentre il principale rivale Maurizio Di Gati era raccomandato da Antonino "Nino" Giuffrè, arrestato proprio in quell'occasione dopo l'arrivo della polizia.

Il volere di Giuffrè ha la meglio e Di Gati viene scelto come boss Mafioso della città, ma il 26 novembre 2006 viene arrestato dai carabinieri in una abitazione a Mosè, vicino Agrigento.

Il suo posto viene preso, come indicato in precedenza da Provenzano, proprio da Giuseppe Falsone, ricercato dal gennaio 1999 per associazione mafiosa, omicidio e traffico internazionale di sostanze stupefacenti ed inserito nella lista dei cento latitanti più pericolosi d'Italia stilata dal Ministero degli Interni.

La latitanza non gli ha certo impedito di continuare a gestire gli affari di famiglia e di Cosa nostra, ricorrendo spesso all'aiuto di amici e parenti. Tra questi figura sua sorella, Maria Carmela, che è stata arrestata con la borsetta piena di messaggi scritti, o pizzini che dir si voglia, contenenti gli ordini di suo fratello Giuseppe.

Nel luglio 2004 la madre, il fratello e la sorella di Falsone sono stati arrestati e la polizia, nella medesima occasione, ha confiscato beni del valore di 2 milioni di euro, tra cui figurano beni immobiliari, 100 ettari di terreni agricoli, un'industria vinicola e delle compagnie di trasporto.

Di seguito il servizio di Angelo Ruoppolo sull'operazione anti mafia del 2006 detta ''Ghost 2'', incentrata sulla figura di Giuseppe Falsone.

Si pensa che Falsone abbia da tempo lasciato l'Italia e dal 17 marzo 2004 le ricerche dell'uomo sono state diramate in campo internazionale, per arresto ai fini estradizionali.

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