Delitto di Perugia: oggi i periti Carla Vecchiotti e Stefano Conti risponderanno alle domande della difesa

Knox_Sollecito

E' ripreso questa mattina a Perugia il processo d'appello ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito, condannati in primo grado a 26 e 25 anni per l'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher.

L'udienza di oggi vede ancora una volta la presenza dei professori Carla Vecchiotti e Stefano Conti dell’istituto di medicina legale dell’università La Sapienza di Roma, che nei mesi scorsi si sono occupati di esaminare il gancetto del reggiseno di Meredith e il coltello indicato come arma del delitto.

I due, ne parlavamo qualche giorno fa, nel corso della precedente udienza hanno giudicato non attendibili le analisi fatte dalla Polizia Scientifica, sostenendo che sul coltello analizzato non è stata trovata alcuna traccia di sangue. Gli esperti della scientifica, al contrario, sostenevano di aver isolato il dna di Amanda Knox nel manico e quello di Meredith sulla lama.

Discorso simile per il gancetto del reggiseno: i due sostengono, con tanto di video a supporto della loro tesi, che il gancetto venne toccato con un guanto sporco e quindi contaminato.

Oggi i due sono chiamati a rispondere alle domande della difesa: i legali di Sollecito hanno dichiarato di non aver nulla da chiedere e la parola è subito passata alla difesa di Amanda.

Prima, però, il presidente della corte d'assise d'appello Claudio Pratillo Hellmann ha letto una lettera che gli e'stata inviata dal responsabile della direzione centrale della sezione anticrimine della polizia scientifica. Secondo l'IGN, "nella missiva il dirigente difende l'operato della scientifica, definendo la perizia dei professori Stefano Conti e Carla Vecchiotti lesiva dell'immagine della polizia".

L'udienza prosegue.

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