Milano, lite al semaforo: l'anziano Vittorio Petronella investe di proposito ed uccide il 34enne Alessandro Mosele

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Una banale lite ad un semaforo si è trasformata in tragedia lunedi pomeriggio a Milano, in via Andrea Doria. Pare sia nato tutto da una semplice questione di viabilità: Vittorio Petronella, pensionato di 71 anni alla guida di un'auto, e Alessandro Mosele, 35enne alla guida della sua moto, iniziano a discutere al semaforo.

Volano parole grossi e sputi in faccia. Petronella, ex direttore commerciale di un'azienda, perde la testa e, mentre Mosele fugge in sella alla sua moto, lui lo insegue con l'automobile:

l’altro accelera, lo raggiunge e lo investe; il giovane artiglia la targa dell’auto, che si stacca lasciandolo franare a terra, ma il pensionato non si ferma, gli passa sopra, fa inversione e lo investe nuovamente.



Poi, ancora in preda al raptus, l'anziano ha investito una ragazza di 34 anni che stava passando in bicicletta, ferendola alle gambe. L'arresto avviene pochi minuti dopo, anche grazie alle persone che avevano assistito alla follia dell'anziano:

L’automobilista, che è andato via senza soccorrere nessuno, torna indietro per recuperare la targa e mostra ai presenti i suoi occhiali bagnati di saliva «faccio fare il Dna...» dice, ma viene circondato dai cittadini che non gli permettono di andare via fino all’arrivo dei vigili, che raccolgono le testimonianze di un film di una violenza gratuita con il pensionato che «braccava e inseguiva» il motociclista «per travolgerlo intenzionalmente». E lui, il ragioniere in pensione, mostra i suoi occhiali anche agli agenti, come a giustificare la sua rabbia.

Alessandro Mosele, padre di una bimba di 4 anni, è morto quasi sul colpo, mentre la 34enne romena investita è stata dimessa dopo poche ore. L'assassino, invece, si trova in carcere, accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e lesioni volontarie. Ecco cosa l'anziano avrebbe dichiarato durante l'udienza di convalida dell'arresto:

Non è che non sia una cosa grave farsi sputare in faccia. E lui mi aveva sputato e anche rotto lo specchietto dell’auto... Dottore, gliel’ho già detto: io mi sono incazzato e ho perso il lume della ragione. Non volevo ammazzarlo.

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