Domenico Iania condannato a 30 anni di carcere, depositate le motivazioni: "Voleva sfigurare Chiara"

Domenico Iania

Sono state depositate ieri le motivazioni della sentenza di condanna a 30 anni di carcere per Domenico Iania, il 53enne di Morfasso responsabile dell'omicidio di Chiara Brandonisio, le 34enne uccisa a sprangate l'8 luglio 2010 a Carbonara di Bari.

L'uomo, condannato per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà, aveva conosciuto Chiara tramite Facebook ed aveva iniziato con lei una relazione virtuale. Quando lei decise di troncare quel rapporto, secondo il gup del Tribunale di Bari, in Iania scattò una sete di vendetta.

Così si mise in viaggio da Piacenza a Bari proprio con l'intento di uccidere. "E’ illogico ipotizzare che lo scopo della sua venuta in Puglia fosse quello di riallacciare un rapporto sentimentale se egli si era presentato al cospetto della donna desiderata non già con un dono o dei fiori, ma brandendo una spranga di ferro di oltre novanta centimetri".

Ma l'intento di Iania, sostiene il gup Michele Parisi, non era soltanto quello di uccidere. Lui voleva anche sfigurare la giovane vittima.

Un’azione efferata, rivelatrice di un’indole malvagia e priva del più elementare senso di umana pietà. [...] L’uso dell’arma risulta nitida espressione della lucida volontà di infliggere una sofferenza indiscutibilmente esorbitante rispetto a quella necessaria e sufficiente a cagionare la morte. [...] L'azione dello Iania risulta inoppugnabilmente sintomatica della volontà non già di uccidere solamente, ma di sfigurare la persona che aveva offeso l'immagine che egli aveva di se stesso

Via | Piacenza Sera

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