Mafia, Niscemi: omicidio Alfredo Campisi: 6 arresti in operazione Para Bellum


Dopo 15 anni sono stati identificati e arrestati dalla polizia presunti mandanti e autori materiali dell’omicidio di Alfredo Campisi. L’uomo ritenuto un boss emergente di Niscemi (Caltanissetta) venne ucciso alla guida della sua automobile il 6 novembre ‘96 sulla Niscemi-Vittoria, all'altezza di Acate (Ragusa).

A ordinarne la morte secondo gli inquirenti il clan Emmanuello di Gela (legato al clan Madonia) il cui boss latitante Daniele Emmanuello venne a sua volta ucciso dalla polizia nel 2007. Con Campisi quel giorno in auto c’era anche Giuliano Chiavetta, allora suo luogotenente e oggi collaboratore di giustizia. Tra le sei persone arrestate oggi con l’operazione Para Bellum c’è anche chi dovrà rispondere del suo tentato omicidio.

Chiavetta si salvò solo perché si finse morto. Secondo le indagini Campisi venne assassinato perché il suo gruppo criminale, formato da giovani violenti e senza scrupoli, era in grado di fare la voce grossa e contrapporsi a Cosa Nostra, rappresentata sul territorio dal clan Emmanuello. Campisi era stato già bersaglio di due agguati ai quali era scampato.

Su Live Sicilia si leggono i nomi degli arrestati, accusati a vario titolo di omicidio volontario aggravato, tentativo di omicidio e associazione mafiosa.

Si tratta Alessandro Emmanuello, 44 anni di Gela, considerato mandante dell’agguato; Giuseppe Amedeo Arcerito, 58 anni, detto “u dutturi”; Salvatore Di Pasquale, 55 anni, alias “Turi bordò”; Sebastiano Montalto, 42 anni, detto “Iano l’americano”; Rosario Lombardo, 50 anni, detto “Saru Cavaddu”, gli ultimi 4 sono tutti di Niscemi. In manette anche Francesco Amato, 41 anni, detto “Ciccio pistola”, di Vittoria.


Ad Alessandro Emmanuello (detenuto in Italia ma che per questo nuovo capo di imputazione attende l’estradizione dalla Germania dove fu arrestato anni fa) e a Lombardo i provvedimenti sono stati notificati in carcere. Indagati Emanuele Greco , 38 anni di Gela e soprannominato “Nele a bestia”, e i collaboratori di giustizia gelesi, Massimo Carmelo Billizzi , Fortunato Ferracane , Nunzio Licata ed Emanuele Celona.

I pentiti assieme ad Antonino Pitrolo, Giuliano Chiavetta e Crocifisso Smorta hanno contribuito a far luce sulla guerra di mafia all’interno di Cosa Nostra a Niscemi. Per l’uccisione di Campisi e il ferimento di Chiavetta, lo scorso anno furono arrestati Giuseppe Buzzone e Antonino Pitrolo, che poi decise di collaborare.

Le misure di custodia cautelare in carcere e gli avvisi di garanzia sono stati emessi dal gip di Catania Daniela Monaco Crea su richiesta della Direzione distrettuale antimafia etnea.

Via | Live Sicilia

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