Moses Sithole: il serial killer più prolifico del Sudafrica

Moses Sithole

Con ben 38 omicidi accertati, Moses Sithole mantiene tuttora il primato di serial killer più profilico nella storia del Sudafrica. 38 delitti commessi in un lasso di tempo piuttosto breve, poco meno di 12 mesi, dal 1994 al 1995.

Il passato di Sithole è costellato di violenze e maltrattamenti iniziati quando aveva appena cinque anni: sua madre, rimasta vedova, abbandonò Moses e i suoi quattro fratelli in una stazione di polizia.

I cinque finirono in un orfanotrofio dove, stando a quanto dichiarato dallo stesso Moses, i maltrattamenti erano all'ordine del giorno. Nemmeno la sua fuga, dopo circa 3 anni, servì a qualcosa: Sithole riuscì a raggiungere sua madre, che lo riportò immediatamente indietro.

Ne uscì definitivamente da maggiorenne e, dopo il trasferimento a Venda e lavoretti saltuari, riuscì a trovare un lavoro nelle miniere d'oro di Johannesburg.

In quel periodo - aveva circa 20 anni - iniziarono i primi stupri. Tre le donne violentate nel giro di poche settimane, ma solo una decise di testimoniare contro di lui.

Sithole fu condannato e condotto in carcere, dove fu violentato da alcuni detenuti. Una volta rilasciato, nel 1994, la sua furia omicida fu immediata.

Il primo delitto, infatti, è stato commesso a pochi giorni di distanza dal suo rilascio. Tutte donne, con la sola eccezione di un bambino, uccise con lo stesso modus operandi: Sithole si fingeva un ricco uomo d'affari ed abbordava le sue vittime offrendo loro un lavoro per un'organizzazione di beneficenza.

Le attirava in un luogo isolato, le stuprata e le strangolava con la loro biancheria intima. Poi, come per firmare il delitto, lasciava accanto al cadavere macabri oggetti come croci e bibbie bruciate, coltelli e specchi rotti, uccelli morti impalati e trafitti da spilloni.

Non solo: in alcuni casi Sithole è anche riuscito a rintracciare i familiari delle vittime e a prendersi gioco di loro al telefono.

I primi sospetti delle autorità nei confronti di Sithole risalgono all'agosto 1995. L'uomo, che agiva di giorno ed adescava le sue vittime in luoghi affollati, fu visto in compagnia di una donna che, poche ore dopo, fu trovata morta.

A quel punto scattarono le ricerche, durate un paio di mesi: le autorità, ormai a conoscenza dell'identità del serial killer, riuscirono anche ad intercettare tre telefonate fatte da Sithole ai parenti di altrettante vittime, ma lui riuscì ad evitare l'arresto.

Le manette per il serial killer scattarono il 18 ottobre 1995 a Johannesburg, grazie alla segnalazione di un suo parente: Sithole, di fronte all'evidenza, decise di confessare: 38 omicidi accertati (molte delle vittime non sono mai state identificate), 40 stupri e sei rapine a mano armata.

Per questo, il 5 dicembre 1997, fu condannato a ben 2.410 anni di carcere: 50 anni per ognuno dei 38 omicidi, 12 anni per ognuno dei 40 stupri e 5 anni per ognuna delle sei rapine.

Il giudice David Carstairs, che ha emesso la sentenza, ha stabilito che Sithole potrà avanzare richiesta per la libertà vigilata dopo aver scontato 930 anni di carcere, più o meno intorno al 2927.

Al momento si trova detenuto nel carcere di massima sicurezza di Pretoria.

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