Rodolfo Moretti ucciso nel Reggiano: nel 2010 la figlia ingaggiò killer per ucciderlo

RodolfoMoretti

Rodolfo Moretti è stato trovato morto ieri sera nell'azienda agricola di Tagliata di Luzzara in cui lavorava. Freddato con due colpi di pistola sparati, secondo gli inquirenti, a distanza ravvicinata. Uno, quello fatale, alla schiena.

Se le indagini sono ancora avvolte dal più stretto riserbo, è facile pensare che l'attenzione degli inquirenti si stia concentrando su Ylenia Moretti e Roberta Franchi, rispettivamente figlia e moglie dell'uomo.

C'erano loro, infatti, dietro il tentato omicidio di cui Moretti fu vittima nel gennaio 2010. L'uomo, in piena notte, fu aggredito da un giovane che lo ferì alla spalla con un coltello. Moretti, però, riuscì a reagire e a consegnare il giovane alle autorità.

La verità era emersa quasi subito: il mancato omicida, Davide Giorgi, rivelò di esser stato ingaggiato come killer dalla figlia di Moretti, Ylenia, col benestare della madre.

Le due, residenti a Luzzara, in provincia di Reggio Emilia, si difesero sostenendo che volevano soltanto mettere fine alle "angherie e maltrattamenti domestici", di cui però Moretti non si era mai reso protagonista.

Il movente, secondo gli inquirenti, era invece da ricercare in questioni economiche e, forse nella "necessità di tenere nascoste delle bugie su lavoro e studi della ragazza". Ad ammetterlo, in un primo momento, era stata proprio la figlia Ylenia:

Per anni ho raccontato a casa un sacco di bugie. Non è vero che mi sono diplomata in economia aziendale, non è vero che poi ho lavorato come segretaria in uno studio legale. Ho mentito per anni e ad un certo punto non ce l'ho più fatta. Ho pensato: se mio padre scopre tutto, chissà come si arrabbia, chissà come mi punisce... È per questo che ho pagato il nordafricano perché risolvesse il problema.

Queste, invece, sono le parole pronunciate da Rodolfo Moretti poche settimane dopo il suo attentato:

Da quando i carabinieri mi hanno portato via Ylenia dicendo che aveva pagato due persone per ammazzarmi, io non dormo più. Io violento e cattivo? Ma se partivo un'ora prima di mezzanotte per portarla in discoteca e alle tre mi alzavo per andarla a prendere: il sabato sera, l'unica notte in cui potevo dormire perché il mulino è chiuso. Guardi, io sono uno che lavora da quando avevo 15 anni e ho sempre pensato solo alla famiglia. Io mia figlia non l'ho mai trattata male, anzi. L'anno scorso mi ha chiesto 3.000 euro per andare in vacanza in Inghilterra e glieli ho dati. Un mese fa mi ha chiesto 5.000 euro per andare negli Usa e glieli ho dati. I soldi io me li sudo uno ad uno ma questa figlia l'ho sempre portata in palmo di mano

Le due donne, insieme al 27enne Davide Giorgi, si trovano ora agli arresti domiciliari (dopo aver trascorso diversi mesi in carcere) in attesa della decisione del Gup sulla richiesta di patteggiamento che ha avuto l'assenso del pm. Ne parla Il Resto Del Carlino:

Due settimane fa, in tribunale a Reggio, era prevista la «ratifica» del patteggiamento concordato tra pubblico ministero e difese a conclusione dell’inchiesta sul caso-Ylenia. Ma c’è stato un rinvio in quanto una delle avvocatesse, Federica Pingelli, che difende Ylenia Moretti, aveva appena dato alla luce un bambino. [...] La difesa ha presentato un’istanza, accolta dal pubblico ministero, fissando la pena per i tre imputati. Secondo un calcolo ufficioso, la pena per il tentato omicidio andrebbe dai 7 ai 14 anni di reclusione. Ma con un’attenuante si scende appena sotto i cinque anni. Con una seconda attenuante si arriverebbe a tre anni e due mesi di reclusione. E questa poteva essere, ad esempio, il risarcimento del danno alla parte lesa. In questo caso, però, Moretti non si è costituito parte civile e non chiede neppure un euro ai familiari.

Le indagini proseguono.

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