Omicidio Carmela Rea: arrestato Salvatore Parolisi, accusato di omicidio volontario pluriaggravato e vilipendio di cadavere

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Salvatore Parolisi è stato arrestato questa mattina per l'omicidio della moglie Carmela Melania Rea, la 29enne di Somma Vesuviana trovata morta il 20 aprile scorso in un bosco del Teramano.

La decisione è stata presa dal gip di Ascoli Carlo Calvaresi che, come vi dicevamo ieri, ha accolto la richiesta della Procura. Le accuse, per l'uomo, sono gravissime: omicidio volontario pluriaggravato dal vincolo di parentela e crudeltà e vilipendio di cadavere in eventuale concorso con altri.

L'ordinanza di custodia cautelare gli è stata notificata questa mattina, mentre si trovava nella Caserma Clementi di Ascoli. L'uomo è stato prelevato dai Carabinieri e condotto in caserma, dove è stato raggiunto dai suoi legali, Walter Biscotti e Nicodemo Gentile.

Per i magistrati ascolani che hanno chiesto l'arresto, esiste il pericolo di inquinamento delle prove e, cosa più importante, la reiterazione del reato. Si legge sul Gazzettino:

Ad inchiodare il caporalmaggiore - secondo quanto si legge nell'ordinanza - sono stati i risultati dell'autopsia effettuata dai medici legali Adriano Tagliabracci e Sabina Canestrai, che hanno stabilito che Melania è stata uccisa proprio nel lasso di tempo in cui il marito dice che si trovava con Melania e la figlioletta a colle San Marco (Ascoli Piceno). Parolisi e la moglie uscirono dalla loro casa a Folignano tra le 14 e le 14.20 e lui ricomparve con la bambina, ma senza Melania, al pianoro intorno alle 15.30. Proprio in questo spazio temporale i medici legali hanno collocato la morte di Melania, avvenuta al Bosco delle Casermette come ha stabilito l'autopsia, ma anche lo studio degli schizzi di sangue.

Il movente del delitto, secondo i magistrati ascolani, sarebbe da ricercare nella relazione tra Salvatore Parolisi e la soldatessa Ludovica:

Molto importanti i messaggi scambiati su Facebook da Salvatore attraverso con l'avatar 'Vecio alpinò, precipitosamente cancellato il 19 aprile, all'indomani della 'scomparsà della moglie. Messaggi che sono stati recuperati grazie a una rogatoria internazionale e dai quali si percepirebbe la pressione che Ludovica faceva su Salvatore affinchè lasciasse sua moglie per dedicarsi esclusivamente a lei.

Maggiori dettagli su questo punto emergono dal Corriere Della Sera:

Il 23 aprile, a Pasqua, Salvatore Parolisi doveva recarsi a Roma per conoscere i genitori di Ludovica, che nel frattempo gli avevano già prenotato una stanza d'albergo. Emerge dalla ricostruzione fatta dai magistrati ascolani, condivisa dal gip Carlo Calvaresi che ha accolto la loro richiesta d'arresto. Quel giorno Parolisi si sarebbe dovuto presentare dall'amante già con la notizia che aveva lasciato la moglie. Nell'ordinanza del gip vengono evidenziati anche i comportamenti tenuti da Parolisi dopo aver denunciato la scomparsa della moglie. In particolare il fatto di non aver partecipato alle ricerche, ma di essersi piuttosto preoccupato di cancellare il profilo su Facebook col quale chattava con Ludovica.

Michele Rea, fratello di Melania, già stato raggiunto dalla stampa, ha rilasciato una breve dichiarazione:

Speriamo che possa essere la fine di un incubo. Ci auguriamo che si possa arrivare a chiudere questo cerchio. È una notizia che mi fa stare male, anzi malissimo.

Michele ha espresso anche preoccupazione per la piccola Vittoria, figlia di Melania e Salvatore, che dovrebbe essere affidata alla famiglia Rea.

Ora, mentre si attendono i particolari dell'interrogatorio di Parolisi, gli atti dell'inchiesta saranno trasferiti alla Procura di Teramo. E' stato accertato che Melania è stata uccisa in Abruzzo e per questo motivo il gip di Ascoli si è dichiarato incompetente per territorio. Maggiori dettagli nel corso delle prossime ore.

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