Cosenza, violenza sessuale ai danni di una suora: nove anni a padre Fedele Bisceglia

padre Fedele Bisceglia

Nove anni e tre mesi di carcere. Questa la condanna stabilita oggi dal tribunale di Cosenza per l'ex frate cappuccino Fedele Bisceglia, giudicato colpevole di violenza sessuale ai danni di una suora.

Pena più lieve, per lo stesso reato, quella inflitta al segretario dell'uomo, Antonio Gaudio: sei anni e tre mesi di carcere.

L'arresto risale al gennaio 2006, dopo i sei stupri denunciati da suor Tania alla madre superiora e successivamente alle autorità.

Le violenze, stando al racconto della vittima, avvennero all'interno dell'Oasi Francescana, il rifugio per poveri fondato dallo stesso Bisceglia. Si legge nell'archivio del Corriere Della Sera (che pubblicò anche le intercettazioni telefoniche:

La prima volta, «mi fece entrare nella sua stanza con la forza. Erano poche ore prima che padre Fedele partisse per l’Africa». La seconda, «il giorno successivo al suo rientro». La terza, «ricordo che era il giorno prima del suo onomastico». La quarta «era il compleanno di mia madre». Per un paio di volte i violentatori «pagarono dei soldi», 160 mila e 100 mila euro.

I due hanno continuano per anni a dichiararsi innocenti e i loro legali hanno puntato tutto sulla mancanza di prove consistenti, ma i giudici di Cosenza hanno giudicato credibile la tesi dell'accusa.

Queste le parole pronunciate da Bisceglia subito dopo la lettura della sentenza:

Vergognatevi tutti, magistrati, suore e preti, perché è stato condannato un innocente. Avete infangato un sacerdote onesto. E' la pagina più dolorosa mai scritta dalla magistratura di Cosenza.

Gli hanno fatto eco i suoi difensori, Eugenio Bisceglia e Franz Caruso, che hanno così commentato la decisione dei giudici:

Rispetto le sentenze anche quelle che non condivido. E per quella per padre Fedele è ancora più necessario leggere le motivazioni. Anche perchè è fondamentale leggere come i giudici hanno superato le molteplici contraddizioni e le tante anomalie emerse nel corso del dibattimento. Nei processi di violenza sessuale, comunque, è difficile ottenere verdetti assolutori anche quando la prova lo consente. In questo processo, estremamente anomalo, le contraddizioni sono state tante. Nessuno dei tanti testimoni della pubblica accusa ha parlato di fatti specifici a riscontro del racconto della suora. E per tutti i sei episodi di violenza sessuale contestatigli padre Fedele ha fornito alibi anche documentali. Insistiamo sul fatto che la sentenza è stata costruita sull'unico principio che ha dominato durante il processo: il pregiudizio. Avevamo bisogno di un tribunale più sereno. Speriamo di trovarlo in appello.

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