Arrestato Camillo Belforte, colpo al clan di Marcianise


Colpo al clan Belforte, già alleato della Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo e ritenuto vicino ai Casalesi. Questa mattina i carabinieri del Noe hanno arrestato a casa sua Camillo Belforte, 31 anni. L’uomo è accusato di associazione di stampo mafioso. Lo stesso provvedimento è stato notificato in carcere al padre Domenico, presunto boss del clan egemone a Marcianise (Caserta) dopo aver sconfitto i rivali Piccolo.

Secondo le indagini durante i colloqui in carcere Domenico Belforte diceva al figlio come gestire gli affari dell’organizzazione e gli insegnava i fondamentali “di natura criminale necessari ad esercitare in modo carismatico il ruolo indiscusso di capo del clan Belforte quale erede del padre detenuto".

I carabinieri di Marcianise e del Noe hanno anche sequestrato beni per 80 milioni riconducibili al clan: una villa con piscina, due appartamenti, un terreno, quattro società del settore edile, immobiliare e commerciale, dieci polizze vita, 14 conti correnti e numerose auto di grossa cilindrata.

L’inchiesta, dicono i pm della Dda di Napoli, avrebbe fatto emergere come "Camillo Belforte abbia assunto una posizione apicale all'interno del clan in assenza del proprio padre”. Grazie alle “direttive ricevute dal padre Camillo Belforte da tempo ha avviato una imponente attivita' di riciclaggio di denaro proveniente da illecite attivita' del sodalizio criminoso, investendo ingenti somme di capitali in societa', in beni mobili ed immobili fittiziamente intestati a suo nome ed a nome di prossimi congiunti ed affiliati".

Il clan voleva inserirsi con le sue società nel ciclo dei rifiuti e del cemento anche a Roma. Scrive Lunaset:


Una prima mossa i militari del Noe di Roma del capitano Pietro Rajola Pescarini l'hanno messa a segno nel marzo 2009, con l'operazione che ha scardinato il sistema di società dei Belforte inserite nel ciclo dei rifiuti, in Campania e nel Lazio, pilotato da Pino Buttone, latitante, cognato del capo clan. Qualche mese fa Buttone si è costituito in carcere, messo alle strette dagli uomini del colonnello Ultimo. Oggi, dopo due anni di appostamenti, intercettazioni e controlli patrimoniali incrociati il giovane capo dei Belforte è finito in cella.

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