Delitto di Perugia, periti: non certo dna sul coltello

Per i periti della Corte d'Appello non è certo che il dna sul coltello ritenuto l’arma del delitto di Perugia appartenga a Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa nella notte dell'uno novembre 2007.

Secondo i periti della Procura, Carla Vecchiotti e Stefano Conti, le analisi della Polizia Scientifica sul coltello non sarebbero attendibili perché "non sussistono elementi scientificamente probanti la natura ematica” della traccia.

"Dai tracciati elettroforetici esibiti si evince che il campione indicato era un campione low copy number (Lcn) e, in quanto tale, avrebbero dovuto essere applicate tutte le cautele indicate dalla comunita' scientifica internazionale".


Anche su un altro degli elementi cardine del processo di primo grado a carico di Amanda Knox e Raffaele Sollecito (condannati a 26 e 25 anni), cioè la traccia di dna trovata sul gancetto del reggiseno di Meredith e attribuita a Sollecito, i consulenti esprimo seri dubbi.

Si legge al riguardo nella perizia: “non si può escludere che i risultati ottenuti possano derivare da fenomeni di contaminazione ambientale e/o di contaminazione verificatasi in una qualunque fase della repertazione e/o manipolazione”.

E ancora "non sussistono elementi scientificamente probanti la presenza di presunte cellule di sfaldamento sul reperto". Inoltre, scrivono i periti "vi e' stata una erronea interpretazione del tracciato elettroforetico" sia sugli "STRs autosomici" sia di quello relativo "al cromosoma y".

Sia per il coltello sia per il gancetto non sarebbero state eseguite correttamente le procedure internazionali di sopralluogo, raccolta e campionamento.

L’unica cosa sulla quale i periti si dicono d’accordo con la Scientifica è che sull’impugnatura della lama ci sono tracce del profilo genetico di Amanda Knox.

Due degli elementi centrali dell’accusa sostenuta nel processo di primo grado sono stati così contraddetti dai periti nominati dalla Corte d’Appello di Perugia. I dubbi sull’arma del delitto e sul dna sul gancetto non possono che segnare un punto a favore della difesa.

Nei giorni scorsi Rudy Guede, condannato in via definitva a 16 anni di carcere per il delitto di Perugia, aveva confermato le accuse a carico di Amanda e Raffaele smentendo quanto raccontato da Mario Alessi e Luciano Aviello chiamati a testimoniare dai legali dei due imputati.

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