Omicidio Melania Rea: una supertestimone smentisce il racconto di Salvatore Parolisi

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Ad incastrare Salvatore Parolisi, indagato a piede libero nell’inchiesta sull’omicidio della moglie Carmela Melania Rea, ci sarebbe anche la testimonianza di una 30enne di Ascoli, depositata nel corso delle ultime settimane e finora coperta da riserbo.

Lo rivela in esclusiva il settimanale Oggi, citando fonti della Procura. La giovane sostiene di esser stata al parco giochi di Colle San Marco, il 18 aprile scorso, tra le 14 e le 15.30 e di non aver visto né Salvatore Parolisi, nè Melania, né la figlia Vittoria.

Parolisi, invece, ha sempre dichiarato di essersi recato lì insieme alla sua famiglia. Ed è proprio da quel parco giochi, sostiene l'uomo, che Melania si sarebbe allontanata senza mai più far ritorno.

La deposizione della donna, definita dagli inquirenti "la carta più importante nelle mani dell'accusa", avrebbe già trovato riscontro dal racconto di alcuni testimoni, dalle telecamere di sicurezza del chioso e dai tabulati telefonici.

Sembra essere smentita, una volta per tutte, la ricostruzione di Salvatore Parolisi che, lo ricordiamo, nel corso dell'ultimo interrogatorio si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Il settimanale Oggi rivela anche altri dettagli inediti dell'inchiesta. Interessante leggere della chiamata al 112 fatta quel 18 aprile per denunciare la scomparsa di Melania:

La telefonata parte dal suo cellulare, ma a parlare con i carabinieri non è lui. A spiegare quel che è successo è Giovanna, moglie del titolare del ristorante Cacciatore a cui il caporale si era rivolto chiedendo una mano per cercare la moglie scomparsa. Ma la donna alle prime richieste di precisazioni va in difficoltà. Non conosce il nome, l’età e la residenza della donna scomparsa, non avendola vista non può fornire nemmeno una descrizione e allora parte alla ricerca di Parolisi che dopo averle mollato il telefono è andato a chiudersi in bagno. Lui esce prende il telefono e solo in quel momento passa ai carabinieri tutte le informazioni necessarie per far partire le ricerche.

Perchè far chiamare una persona che non aveva mai visto Melania? Anche questo punto dovrebbe essere chiarito nel corso dell'incidente probatorio chiesto ieri dai due legali di Parolisi, Walter Biscotti e Nicodemo Gentile.

I due legali sono già intervenuti anche a proposito del racconto di questa supertestimone, di cui pare non fossero a conoscenza:

L'Italia è piena di testimoni a scoppio ritardato. Ci sono testimonianze di cui ignoriamo il contenuto. Per poter avere una certa valenza indiziaria, bisogna capire l'attendibilità di chi parla.

Via | Oggi

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