Omicidio Mario Gaspani a Boltiere: arrestata anche la moglie Stefania Colombo


Mario Gaspani, 57enne commerciante di auto, venne trovato cadavere in un campo alla periferia di Osio Sopra il 26 marzo scorso. L’uomo era stato ucciso la notte precedente, massacrato con ventiquattro coltellate in casa sua a Boltiere (Bergamo). Dopo il delitto il cadavere era stato caricato in una macchina e abbandonato in quell’area isolata, in una roggia.

In meno di 60 giorni i carabinieri del NI di Bergamo arrestarono due fratelli, di 41 e 36 anni, con l’accusa di essere gli autori dell’omicidio. Il movente? “Questione di soldi” dissero gli investigatori. Ma le indagini erano tutt’altro che concluse. Due giorni fa sono stati arrestati anche la moglie di Gaspani, di 41 anni, e il suo attuale compagno 43enne.

La donna, Stefania Colombo, è accusata di concorso in omicidio aggravato dalla premeditazione e occultamento di cadavere. Avrebbe organizzato lei il delitto. A fare il suo nome sarebbero stati i fratelli Salvatore e Antonio Luci, presunti esecutori materiali, dietro compenso.

Il compagno della Colombo, Salvatore Cenere Massaro, consuocero di Salvatore Luci, è invece accusato di favoreggiamento e gli sono stati concessi i domiciliari. La donna era finita subito nel mirino degli investigatori.

I carabinieri scoprono che ha passato la notte dell'omicidio nell'abitazione di Massaro. “Avevo paura che mio marito mi facesse del male” racconterà, per spiegare il fatto che non avesse dormito, come di solito faceva, a casa sua.

Una mano alle indagini arriva anche dalle immagini delle telecamere di sorveglianza di Boltiere che, tra la sera del 25 marzo e la notte successiva, immortalano i fratelli Luci sotto l’abitazione di Massaro: entrano dal portone alle 21:50 per uscirne mezz’ora dopo e ritornare alle 4:31 quando ormai Gaspani è già cadavere.

Le tracce di sangue trovate nell’abitazione del delitto risultano poi compatibili con il dna di uno dei due fratelli raggiunti dall’ordinanza di custodia cautelare. In un pizzino che i due si sono scambiati in carcere si legge: «Prenditi tu la colpa, c’è il tuo sangue, dì che l’altro era un rumeno».

Un matrimonio in crisi, una richiesta di separazione non accettata da Gaspani, ma soprattutto, sostengono gli inquirenti, la volontà di Stefania Colombo di impossessarsi dei soldi del marito. Ci sarebbe questo dietro l’omicidio del commerciante d'auto.

La donna infatti - si legge sul Giornale di Bergamo - a causa dei problemi finanziari della vittima aveva già intestati tre conti correnti, auto di grossa cilindrata, la villetta di Boltiere e la società. Dopo aver confidato al marito la volontà di separarsi lui aveva deciso di riprendersi tutto. Lei ora nega le accuse e dice che il marito le manca.

Via | Giornale di Bergamo

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