Omicidio Melania Rea: legali Salvatore Parolisi chiedono incidente probatorio


Gli avvocati di Salvatore Parolisi, indagato a piede libero nell’inchiesta sull’omicidio della moglie Carmela Melania Rea, hanno depositato stamattina presso la cancelleria del Gip di Ascoli Piceno una richiesta di incidente probatorio.

''Per accertare davanti ad un giudice terzo luogo, ora e dinamica dell'omicidio di Melania Rea", "tipo di arma e ogni altro elemento utile a determinare la dinamica dell’omicidio, e a individuare l’aggressore o gli aggressori di Melania Rea" scrivono i legali Walter Biscotti e Nicodemo Gentile.

Salvatore, dicono gli avvocati, vuole solo la verità e la richiesta "dimostra la volontà di Parolisi di fare chiarezza sull’omicidio della moglie. E’ la migliore risposta alla montagna di accuse e calunnie, al linciaggio mediatico subito da Salvatore in questi mesi". "Salvatore non vuole sottrarsi alla ricerca della verità".

Venerdì il caporalmaggiore dell’esercito davanti ai pm - per la prima volta in veste di indagato - si era avvalso della facoltà di non rispondere suscitando forte delusione nei familiari di Melania: "Stiamo malissimo, siamo delusi". "Parlerà quando il quadro accusatorio sarà chiaro" il commento dei legali del 33enne.

Sta ora al gip decidere se accogliere l'istanza e/o se differirla nel tempo. Entro 2 giorni dalla notifica gli inquirenti potranno fare le proprie osservazioni sulla richiesta di incidente probatorio, poi il giudice deciderà. La procedura - che tecnicamente ha valore probante in sede processuale - si svolgerebbe in contraddittorio con i pm e la difesa (più i rispettivi periti) e con i consulenti nominati dai genitori e dal fratello di Melania, costituitisi parte offesa.

Dopo il divieto di pubblicazione della perizia medico-legale sul corpo di Melania, dei contenuti relativi all'interrogatorio di Salvatore Parolisi e degli accertamenti irripetibili relativi all'inchiesta, tra cui i risultati degli esami del Ris (il divieto non vale per traffico telefonico e tabulati), ecco la mossa della difesa di Parolisi. Che, riporta Il Resto del Carlino, potrebbe essere dettata anche dal tentativo di fare uscire allo scoperto gli inquirenti.

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