Clan Casella: 10 arresti a Napoli. In manette anche Domenico Casella


Dieci persone ritenute dagli inquirenti affiliate al clan Casella sono state arrestate questa mattina a Napoli. Sono accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione e spaccio di droga. I carabinieri della compagnia di Poggioreale nel corso dell'operazione hanno anche smantellato due piazze di spaccio.

L'indagine ha riguardato un periodo di tempo che va da novembre 2008 ad aprile 2009 e si è avvalsa anche delle dichiarazioni di alcuni pentiti. Il racket dell estorsioni colpiva commercianti, piccoli imprenditori e i gestori dei cosiddetti "scassi sotto i ponti" dove è possibile acquistare, non sempre legalmente, pezzi di autovetture, destinate alla demolizione o rubate.

Il clan Casella, attivo nella zona est di Napoli, è considerato satellite del clan Sarno ed è alleato con i Mazzarella e i Contini. E tra i nomi degli arrestati oltre a quelli dei presunti boss dell'organizzazione, Domenico Casella e Massimo Di Siena, figura anche quello di Patrizia Ippolito, moglie di Vincenzo Sarno, ritenuto il boss storico dell'omonimo clan.

Tra i pentiti del clan Casella, che per conto dei Sarno controlla il rione Luzzati secondo la Dda partenopea, c' è Vincenzo Casella, detto Giò Giò. Alcune sue dichiarazioni le riportava Roma due mesi fa:

Oltre ad avere accusato i suoi cinque fratelli, quattro dei quali arrestati, il pentito Luigi Casella si è anche raccontato svelando il suo ruolo di morte nell’organigramma criminale della cosca di Ponticelli: «Ero un killer per conto del clan Sarno, ma avevo anche il compito di guardaspalle armato di mio zio Salvatore Casella, di cui ero il pupillo». Il collaboratore di giustizia ha anche confermato quanto raccontato alcuni mesi fa da Vincenzo Sarno detto “Enzuccio” e avrebbe partecipato all’agguato mortale contro Gennaro Busiello: un 40enne conosciuto negli ambienti di malavita come “’o caino” perché per un breve periodo aveva collaborato con la giustizia insieme con la moglie, vittima della lupara bianca poco prima della morte del marito. Le dichiarazioni di Casella, pentitosi nel 2009, sono state fondamentali nell’inchiesta a carico dei cinque fratelli,Giuseppe, Vincenzo, Antonio, Domenico ed Emanuele. “Mimmuccio” è riuscito a sfuggire alla cattura.

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