Delitto di Perugia: Rudy Guede smentisce Mario Alessi e conferma le accuse ad Amanda e Raffaele

Knox_Sollecito

In molti si aspettavano il colpo di scena, ma la testimonianza di oggi di Rudy Guede non ha aggiunto dettagli al caso dell'omicidio di Meredith Kercher, per il quale l'ivoriano è stato condannato a 16 anni di carcere.

Il giovane, chiamato a testimoniare nel processo d'appello Amanda Knox e Raffaele Sollecito, si è limitato a smentire il racconto fatto da Mario Alessi, "non ho mai parlato con Alessi di Sollecito, e quindi non gli ho mai detto che era innocente" e a conferma la colpevolezza dei due imputati:

Non spetta a me stabilire chi ha ucciso Meredith. Esiste una sola verità ed è quella che ho descritto quella notte in quella maledetta casa di via della Pergola.



Sollecito, presente in aula, ha respinto ogni accusa:

Guede non mi ha mai visto e conosciuto, non so come sia arrivato a queste accuse nei miei confronti. Rudy ha sempre detto ai suoi amici durante il suo periodo di latitanza in Germania, di aver visto un'ombra maschile e ha aggiunto che Amanda non c'era. Io e Amanda non siamo quelle ombre. Ma come posso difendermi da queste accuse se Guede non può rispondere alle nostre domande? Guede ci ha rovinato la vita, dopo quasi quattro anni di carcere e di accuse che non hanno mai portato alla verità.

Gli ha fatto eco Amanda Knox, che ha ribadito la loro innocenza:

Le uniche volte che io, Raffaele e Guede ci siamo trovati insieme nella stessa stanza è sempre avvenuto soltanto in un'aula di giustizia. Lui lo sa che io e Raffaele non c'entriamo niente con il delitto di Meredith. Sono angosciata e disperata per le sue accuse. Non lo so proprio cosa sia successo quella terribile notte. Io a Rudy vorrei dire: gli sbagli, anche i più terribili, si possono rimediare partendo però dal dire a tutti la verità.

L'udienza prosegue. Dopo Guede saranno sentite altre cinque persone, chiamate come controprova dal procuratore generale Giancarlo Costagliola: Giacomo Benedetti, amico di Guede, due detenuti che hanno avuto contatti con Luciano Aviello, il pentito sentito nella precedente udienza, il capo della squadra mobile Marco Chiacchiera e il vicequestore Monica Napoleoni.

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