Milano: il 21enne Riccardo Bianchi uccide la ex fidanzata e il fratello di lei. "Non so perchè l'ho fatto".

DupliceOmicidioMilano

Solo poche ore fa ha ucciso due persone, eppure dice di non ricordare perchè l'ha fatto: Riccardo Bianchi, 21enne di Milano, da ieri si trova in carcere con l'accusa di aver ucciso l'ex fidanzata, Ilaria Palummieri, sua coetanea, e il fratello di lei, Gianluca, 20 anni.

Ilaria è stata trovata morta nella sua abitazione in zona Baggio a Milano, nuda e legata a letto, mentre il cadavere del fratello era stato abbandonato di fianco ad un cassonetto dei rifiuti a Rho, a circa 14 chilometri di distanza dal luogo del delitto.

L'assassino, che ha già confermato la sua responsabilità in entrambi i delitti, dice di essere molto confuso: "Tre cose non so: dove ho preso il coltello, dove l’ho messo dopo che ho ucciso e perché l’ho fatto".

Questa la ricostruzione più plausibile del delitto, come riportata da La Stampa:

«Io mi ricordo che mercoledì sera sono uscito con Gianluca». E a questo c’è riscontro. È una compagnia allegra. Li ha visti insieme e senza problemi anche Francesco, sentito a lungo ieri mattina in Questura. Sono le solite sere. [...] «Prima siamo andati a Navigli e lì ho bevuto, ho bevuto tanto. Poi a Cesano». Fino a quella assenza da sé che ora non spiega, se non per confermare che «alle prime ore del mattino» ha accoltellato l’amico: una ventina di colpi, fino a che il braccio si è stancato. È già giovedì. Da Cesano che si sveglia e va al lavoro parte anche la sua Panda. Nel bagagliaio - che verrà poi ritrovato zuppo di sangue c’è il corpo di Gianluca raggomitolato. Riccardo guida fino a via Gozzoli, numero 160, dove il giovane appena ucciso abitava con la sorella. Ilaria è in casa. Seppur nel turbine di quell’amore che è diventato lasciarsi e riprendersi, lo fa entrare. Sono, a quanto dice, le cinque del pomeriggio. Il racconto di Ricky, confuso, inquieto, stupito da quel che sta sgorgando da lui stesso, concorda in buona parte con i rilievi della Scientifica: Ilaria bloccata, immobilizzata, i polsi legati fra loro dietro la nuca. Dirà: «L’ho violentata, sì». E poi soffocata con il sacchetto di nailon che verrà trovato rialzato sopra la fronte. E, senza più determinazione, il giovane rimane, così racconta, accanto al cadavere fino alle dieci di sera.

A quel punto torna a casa dai genitori e chiede loro aiuto. Poche ore dopo si presenta al commissariato di Bonola e confessa tutto. Lo conferma il Corriere Di Milano:

Non era ancora l'alba di venerdì quando, intorno alle 3.30, gli agenti sono entrati nell'appartamento dei due fratelli in via Benozzo Gozzoli 160 a Baggio (periferia nord ovest di Milano, al confine con Cesano Boscone). Hanno trovato la ragazza morta sul letto, nuda e con i polsi legati alla testiera. Sul capo c'era un sacchetto di plastica, calzato sulla parte sommitale e ripiegato, come se fosse stato alzato dal volto, tra le braccia portate all'indietro sulla testa e legate all'altezza dei polsi. Il cadavere, disteso sul letto, presentava anche varie ecchimosi sia a livello degli arti superiori e inferiori sia a livello del collo. [...] olo più tardi Riccardo Bianchi avrebbe indicato il luogo dove era stato abbandonato il corpo del fratello della fidanzata. Gli agenti della polizia di Milano sono infatti arrivati a Rho subito dopo i carabinieri allertati da alcuni addetti alla nettezza urbana: intorno alle 8 del mattino avevano scoperto un cadavere in via Tommaso D'Aquino. Il corpo del ragazzo, vestito con jeans e maglietta e avvolto in un copriletto, giaceva a fianco di un cassonetto dei rifiuti.

Il perchè di questo folle gesto è ancora tutto da spiegare, forse da ricercare in un rapporto ormai logoro tra l'assassino e la giovane Ilaria, almeno a sentire una loro amica, Valentina:

E’ un ragazzo strano, un po’ aggressivo, si relazionava poco con noi. [...] Lei lo aveva lasciato un mese fa, lei si era stufata, mi diceva che lui le stava troppo addosso. Sono stati insieme per circa un anno, ma avevano già avuto dei problemi, nell’ultimo periodo c’era stato un tira e molla.

Le indagini proseguono.

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