Omicidio Barbara Cuppini: l’ingegnere reo confesso era in cura da psichiatra


Alessandro Persico, l’ingegnere 42enne reo confesso dell’omicidio di Barbara Cuppini, uccisa a coltellate quattro giorni fa nell’abitazione dell'uomo a Serramazzoni (Modena), era stato già arrestato il 25 settembre scorso. Lo scrive oggi Il Giornale della Toscana.

Probabilmente in preda a una crisi depressiva - l'ingegnere era da tempo in cura - Persico era stato sorpreso da una pattuglia dei carabinieri a Firenze mentre si aggirava con un coltello nel quartiere Novoli, vicino casa sua, dopo aver squarciato le gomme di alcune auto. L'uomo era finito in carcere a Sollicciano ma dopo poco era tornato libero.

Barbara Cuppini è stata uccisa a colpi di coltello nella notte tra sabato e domenica scorsi. Persico le avrebbe sferrato una decina di fendenti con due diverse lame. La donna, di 36 anni, era sua collega alla Ferrari, a Maranello, lavorava nell'ufficio marketing.

I due avrebbero avuto una relazione che Barbara non aveva intenzione di interrompere secondo quanto detto da un'amica. Persico ha raccontato di aver agito in preda a un raptus; avrebbe anche aggiunto di aver sentito un irrefrenabile impulso ad accoltellare la donna dopo l’ascolto di una canzone.

Dopo essersi costituito l'uomo ha fatto ritrovare anche i due coltelli in un bosco del Trentino dove era giunto in auto dopo il delitto. Da lì si è poi recato alla stazione dei carabinieri di Rovereto. Il 42enne si trova in carcere a Trento, l'udienza di convalida del fermo dovrebbe svolgersi oggi.

Via | Gazzetta di Modena

  • shares
  • Mail